La Coop e il mistero dell’Ombrina di Orbetello allevata… direttamente a tranci

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Troviamo su Facebook la foto-denuncia (tra il serio e il faceto) che mostra un’ombrina di Orbetello dall’aspetto non propriamente invitante. Ma la vera sorpresa è quando sull’etichetta leggiamo che l’animale sarebbe stato…. “allevato a tranci”. Ohibò.

Ombrina di Orbetello

Ok, a vederla così avvolta nella sua pellicola senza pvc non ispira proprio grandissimo appetito. Ed è per questo motivo che su Facebook un utente ha pubblicato la foto in alto, che rappresenta un’Ombrina di Orbetello – maremma toscana – in vendita alla Coop a 19,90 euro al chilo. A muovere qualche perplessità sul web era forse la forma del trancio, tale da far scherzosamente parlare di “specie aliene”. In realtà c’è un altro aspetto che ha attirato la nostra attenzione: insieme al prezzo, al codice a barre e ai dati sulla tracciabilità, sull’etichetta della confezione c’è infatti una dicitura un po’ bizzarra. Eccone un ingrandimento:

Ombrina di Orbetello allevata a tranci

Già: Ombrine di Orbetello allevate a tranci. Beh, conoscevo diversi metodi di allevamento ittico (per i curiosi, ecco la relativa pagina Wikipedia) ma francamente non immaginavo che il pesce si potesse allevare direttamente a tranci. Una bella comodità, certo, soprattutto per questioni di packaging e logistica. Ma viene da immaginarsi la reazione di un pescatore che, lenza alla mano, tira su un trancio di ombrina o di qualche altro animale. A meno che – è giusto valutare tutte le possibilità – l’Ombrina in questione non sia stata allevata proprio ad Orbetello bensì a Tranci di Madrignano, frazione che fa parte del comune di Calice al Cornoviglio, in provincia di La Spezia, regione Liguria. Ipotesi remota? Già, in effetti forse è più plausibile che l’Ombrina sia cresciuta direttamente a fette in un allevamento di Orbetello…

Ah, per chi se lo stesse chiedendo, ecco com’è fatta un’ombrina di foggia più tradizionale, o quantomeno allevata (ad Orbetello o meno) secondo i buoni, sani vecchi metodi.

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Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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