È uscito il volume sull’Arcipelago toscano (ed. Florence Press) della collana “Le mappe del gusto”: l’esperto Valter Giuliani passa in rassegna i luoghi di sapore dell’Elba, Giglio e Capraia

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Un percorso gastronomico alla ricerca dell’identità gastronomica delle isole dell’Arcipelago toscano, un racconto che passa in rassegna luoghi, materie prime e personaggi dell’isola d’Elba, del Giglio e di Capraia. L’ultimo volume della collana “Le mappe del gusto” (ed. Florence Press, 160 pag., 15 euro) è dedicata all’Arcipelago toscano e alle sue eccellenze.

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Nelle pagine del libro l’autore Valter Giuliani (nella foto in alto con l’editore Leonardo Tozzi, al centro, e il di lui figlio Lorenzo), che già aveva redatto un volume specifico sull’Elba, elenca produttori, ristoratori, botteghe e osterie dove il viaggiatore trova quelle materie prime e quei piatti che rappresentano l’espressione dell’arte culinaria isolana. “Una mappa – si legge – per orientare chi visita un territorio, con riferimenti alla cultura locale e alla storia di quei luoghi. Una lettura dettagliata di un parco naturale che per vocazione si occupa di tutela della sostenibilità ambientale”.

Per motivi di dimensioni, è l’isola d’Elba – un territorio dalla cucina povera ma ricca di sapori – a giocare un ruolo da protagonista con la maggior parte delle strutture censite (41), ma nel volume di Valter Giuliani non mancano piatti e indirizzi dell’isola del Giglio (6) e di Capraia (7). Tutti i testi del volume sull’Arcipelago toscano sono in doppia lingua italiano / inglese.

Il volume è nato in collaborazione con Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per proporre un percorso al viaggiatore attento alla qualità di quello che beve e mangia, al legame con il territorio e all’ambiente. “Questa mappa – spiega Giuliani – disegna un percorso che vede insieme le tre principali isole toscane che hanno in comune molti prodotti, ad iniziare dai vini. Dall’Ansonaco del Giglio all’Aleatico dell’Elba fino al Rosato di Capraia. In tutte e tre le isole si coltiva la vite fin dall’epoca romana. Poi Panficato del Giglio, Schiaccia briaca dell’Elba, il miele di Capraia, il formaggio di capra di un piccolo allevamento a Capraia, la cipolla di Patresi all’Elba o le confettura di “sarace”, nome gigliese della ciliegia amarasca”.

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