Cocktail da campioni: 3 bartender (più 1) premiati da cui bere quest’estate a Firenze

Nel centenario del Negroni, Firenze si conferma fucina di talenti del bartending raccogliendo tre trofei nazionali in altrettante competizioni. Per chi vuol approfittare dell’estate per sperimentare un “cocktail da campioni” ecco 4 occasioni (tre fiorentini più un’acquisita)

Sarà un 2019 da ricordare, per Firenze. Nel centenario del Negroni infatti la città si è imposta a livello nazionale come una fucina di talenti, capace di sfornare alcuni dei migliori bartender della penisola. A dirlo sono i fatti, visto che il capoluogo Toscano ha raccolto ben tre trofei nazionali in altrettante competizioni di livello. Per chi volesse approfittare dell’estate per sperimentare un “cocktail da campioni” le occasioni sono molteplici. Ve ne proponiamo 4, tre di fiorentini che si sono distinti con le loro vittorie, più una acquisita dalla città:

Julian Biondi : Clarin World Championship

Per chi non sapesse cosa sono i Clarin, è decisamente arrivato il momento di farsi una cultura! I Rhum di Haiti sono una delle scoperte recenti più interessanti per gli amanti del bere, con il loro gusto arcaico e sincero. Il vincitore italiano della competition è stato Julian Biondi. Nonostante il bartender scrittore non si trovi dietro ad un banco in questo periodo, le sue creazione sono assaggiabili in maniera trasversale in locali quali il MAD in San Frediano oppure all’Hotel Minerva, per il quale ha seguito come consulente la rinascita del bar.

Virginie Doucet : Premio Strega Mixology

La giovane barlady di origine francese quest’anno ha avuto un vero e proprio exploit: finalista in tre gare su tre a cui ha partecipato, si è portata a casa il premio strega mixology. Un bel mix di tradizione italiana della liquoristica e di internazionalità. Per chi fosse curioso di provare i drink di Virginie la si trova dietro al banco di OOO allo Student Hotel

Sacha Mecocci : Compass Box The Circle

Chi pensasse che il Whisky si beve solo d’inverno dovrà ricredersi. Nella competition appena conclusasi dell’azienda che più di tutte ha portato l’innovazione nel mondo dei Blend, a trionfare è stato Sacha del Fusion Bar & Restaurant. Il bartender è ormai da anni uno dei fiori all’occhiello della miscelazione fiorentina, ma forse fino ad oggi il suo nome non era associato al più nobile dei distillati. Il suo Highball a base di Compass Box Artist’s Blend e soda artigianale (Hojicha tea, Seedlip Groove 42, Seedlip Spice, Akitora Junmai, Nonino Ginger Spirit, zucchero, acido citrico, acqua  il tutto carbonato con Isi Twist&Sparkle) ha conquistato la giuria e gli ha fatto guadagnare il biglietto per Londra dove si giocherà il mondiale.

Nicolò Pedreschi – Tuscany Cocktail Week

Non è un vincitore nazionale, ma regionale. Detto questo visto che abbiamo la fortuna di avere i suoi cocktail Tiki a Firenze ancora per qualche mese ci sembra giusto citarlo in questa lista di bartender premiati di stanza in città.

L’estate è ancora lunga, e di occasioni per togliersi la sete ce ne sono tante, quindi perché non farlo da(i) campioni?

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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