Una delle più ricche e varie collezioni di whisky della Toscana si trova nell’Hostaria delle Repubbliche Marinare, a Pisa, che ha in carta anche un risotto al torbato

E se una delle collezioni di Whisky più interessanti di tutta la Toscana fosse nascosta in un “normale” ristorante? Nelle peregrinazioni lungo le strade alcoliche della regione si scoprono a volte delle perle nascoste, e la Hostaria delle Repubbliche Marinare a Pisa rischia di essere una delle più sorprendenti.

In quello che dall’esterno sembra un normale ristorante di pesce si nasconde infatti la sede del Whisky Club di Pisa (associazione nata dalla passione di Claudio Riva, e che in pochi anni ha aperto sezioni in tutta Italia), nato dalla passione di Giuseppe Di Marcantonio per il più nobile dei distillati. Il ristoratore pisano infatti ha sempre diretto l’Hostaria con passione e curiosità, e grazie anche alla competenza nel mondo del vino ogni vacanza si trasforma in un’occasione di approfondimento, passando dalle cantine italiane a quelle francesi e spagnole.

Poi, durante un viaggio in Scozia, la folgorazione, l’innamoramento che non lo avrebbe più lasciato: quello per il Whisky. Oggi nel ristorante pisano si contano circa 700 etichette, principalmente di distillato di grano, ma non solo. Svettano infatti alcune bottiglie di pregio anche di rum e di cognac. Il locale ha in assortimento alcune autentiche chicche, come le bottiglie di Port Ellen (6 relase , 12 relase , 14 relase e 15 relase) oltre a bottiglie come i Samaroli, oppure Talisker del 1985,o Macallan del 1967. La bottiglia più rara e prestigiosa della collezione ad curiosamente è però un rum, ovvero un “Skeldon 1973” quotata intorno agli 8000 euro.

Oltre a essere un museo per appassionati, l’Hostaria è anche un luogo di apprendimento, dove si tengono corsi per imparare a conoscere i distillati (in questo aiuta anche il menù, chiaro ed esaustivo, che suddivide i distillati per nazione e regione di provenienza) oltre a degustazioni e masterclass. Da non perdere le serate a tema che si tengono con cadenza bimestrale in cui vengono abbinati i piatti (pensati e costruiti ad hoc) con Whisky di pregio, per un esperienza di pairing per certi versi inimitabile in Toscana. Chi fosse di passaggio e non avesse modo di approfittare di questi eventi non si scoraggi, c’è un piatto fisso nel menù (ormai un vero e proprio signature del ristorante) che permette di sperimentare il Whisky in cucina. Si tratta del  “il guanciale incontra la capasanta nel risotto al whisky di torba”. Assolutamente da non perdere

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Federico Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…