Apre oggi a Torino Green Pea, il primo green retail al mondo che darà lavoro a 200 persone. Fra design, moda e bellezza anche un’offerta enogastronomica di altissimo livello: eccolo, piano per piano

«Green Pea nasce per dimostrare che c’è la possibilità, subito, di vivere in armonia con il Pianeta senza rinunciare al bello». Così Oscar Farinetti presenta Green Pea, il frutto della sua visione di ecosostenibilità. A Torino l’edificio, progettato dagli architetti Cristiana Catino e Carlo Grometto, è ubicato proprio di fianco al primo Eataly, come a disegnare un tratto di continuità del Farinetti-pensiero. Il primo green retail al mondo è una newco, 90% della Eatinvest (maggiori azionisti le famiglie Farinetti 60% e Nocivelli 20%) e 10% della famiglia Orecchia, storici imprenditori torinesi del fashion. Presidente e amministratore delegato è Francesco Farinetti, figlio di Oscar, già vicepresidente e AD di Eataly. L’edificio è della Eataly Real Estate, società proprietaria anche degli immobili di Eataly Ostiense Roma e Eataly Smeraldo Milano, che ha investito 50 milioni di euro per il terreno e la costruzione.

Cinque piani di sostenibilità

Nei 5 piani di Green Pea, grazie alle 100 aziende coinvolte, si può fare shopping, arredare casa e mangiare consapevoli di stare facendo il bene dell’ambiente come recita il motto del “Pisello Verde” ovvero “from duty to beauty”. Il building, certificato NZEB – Nearly Zero Energy Building, dimostra l’efficacia della produzione di energia attraverso l’impiego di fonti rinnovabili che garantiscono alta efficienza e riduzione delle emissioni di CO2. L’edificio è infatti alimentato tramite pozzi geotermici, pannelli fotovoltaici e solari, elementi per la captazione di energia eolica e per il recupero dell’energia cinetica. Tutte le soluzioni energetiche sono spiegate all’interno del Green Pea Discovery Museum, che si trova al piano terreno, tramite animazioni e installazioni.

Il piano della Vita

Il piano terra, Life, vuole dimostrare come le azioni di tutti i giorni possano essere “green” se si scelgono i partner giusti. Così per muoversi c’è la 500 elettrica di FCA, per comunicare l’azienda che vende telefoni riciclati, mentre per illuminare e riscaldare basta cercare fra le soluzioni di Enel X.

Il piano della Casa

Il primo piano, Home, è dedicato all’arredamento. Oltre 40 i partner tra i quali Whirlpool, Valcucine, Roda, Gervasoni, Riva 1920, Pianca, Rubelli, Artemide, Driade e FontanaArte, sotto la guida del Home Brand Director Pierangelo De Poli.

Il piano della Moda

Al secondo piano ci sono i negozi del Fashion sostenibile internazionale tra i quali Borbonese, Timberland, PT Torino, Patagonia, Esemplare, oscalito1936, Drumohr, Giampaolo, Ecoalf, North Sails, Dedicated e Ortigni sotto la guida del Fashion Brand Director Roberto Orecchia. Qui è anche possibile fare un salto nel futuro passando dall’avatar factory Igoodi. Entrando in una tecno-cabina vengono rilevate tutte le misure di riferimento per la creazione del proprio avatar.

Il piano del Bello

Il terzo piano è dedicato alla Bellezza. Qui si trovano le migliori firme italiane dell’abbigliamento, Ermenegildo Zegna, Brunello Cucinelli, Herno e SEASE con concept store realizzati appositamente per Green Pea. Questo è anche il piano dedicato al mangiare e al bere di qualità.

Casa Vicina, la stella di Green Pea

Casa Vicina, il ristorante stellato della famiglia Vicina, lascia il piano interrato di Eataly per la veduta mozzafiato sulla collina torinese. Sviluppandosi su una superficie di circa 300 mq della sala ristorante e della cucina a vista, il nuovo Casa Vicina si arricchisce anche di un dehor che sarà operativo dalla primavera fino all’autunno. Novità anche nel menù dove diverse nuove proposte gourmet affiancano ai piatti iconici. «Sono sempre alla ricerca di stimoli nuovi e accattivanti – commenta lo chef Claudio Vicina – che diano ulteriore verve e carattere ai piatti. In questi mesi con il mio team abbiamo elaborato proposte inedite da mettere in menù che esprimono la nostra visione “green” della cucina. Non mancano comunque i piatti classici come la Bagna Caoda da bere, il tonno di coniglio e le ricette “di famiglia” alle quali riserviamo sempre un posto d’onore».

Tra le nuove ricette ci sono la “Zuppetta di piselli e ragù di mare” (in alto) un omaggio a Green Pea per la cromia a predominanza verde e per la scelta della verdura, ovvero il pisello. “La mia finanziera” implementazione della scaloppa o della piccata alla finanziera con i piselli frullati e sferificati come variante alla classica verdura di accostamento. Per concludere con i “Profiteroles come vuoi tu” ulteriore rivisitazione a livello internazionale della bignola torinese.

Gli ospiti potranno scegliere tra tre menù (alla carta, degustazione, gastronomico) per sperimentare diverse esperienze culinarie che spaziano dai piatti della tradizione piemontese ad alcune tipicità internazionali riviste in chiave contemporanea. La carta dei vini racchiude un’accurata selezione di proposte italiane e internazionali, effettuata da Stefano Vicina, sommelier e maître di sala, con il supporto del nipote Stefano D’Elia.

Particolare attenzione è stata posta nella scelta dei vini biologici e in conversione. Le oltre 700 bottiglie sono esposte nella cantina a vista posizionata all’ingresso del ristorante. Oltre ai vini, i piatti di Casa Vicina potranno essere abbinati ai cocktail “ready to drink” di 100 Vini e Affini. In un mutuo scambio nel bistrot di 100 Vini e Affini, adiacente al ristorante, si potranno ordinare i piatti che Claudio Vicina ha studiato apposta per Affini.

Cento vini & affini in ogni momento della giornata

500 metri quadri suddivisi tra un’ampia area interna, circondata dalla più grande libreria italiana dedicata all’ecosostenibilità, e in due aree esterne, una serra e una terrazza, a cui si aggiunge un’area fumatori. Oltre 150 posti a sedere e un’offerta eno-gastronomica “pop-sorprendente” e rispettosa dell’ambiente. Queste le caratteristiche del bistrot di nuova concezione del Gruppo Affini, già presente in San Salvario e a Porta Palazzo, che sarà aperto dalla colazione fino al dopo cena. Da 100 Vini e Affini i vini avranno un ruolo da protagonisti con un’ampia cantina composta dalle principali etichette italiane e internazionali. Il caffè, attraverso la collaborazione con il brand Vergnano, sarà anche twistato in cocktail caldi, studiati in esclusiva nel locale.

La liquoristica delle Distillerie Subalpine (in alto) vivrà una sua seconda vita con la nascita di 4 liquori inediti, uno dei quali realizzato in collaborazione con il ristorante stellato Casa Vicina.

Un discorso a parte merita poi la birra e la sinergia con il birrificio artigianale Baladin da cui è nata la Baladin organic craft beer (in alto), che si può assaggiare solo da Green Pea e che è contenuta in una lattina costruita con alluminio riciclato che, una volta consumata, potrà essere riutilizzata come bicchiere. Inoltre, La Nazionale 4.8 alla spina sarà twistata in modo innovativo attraverso gli hopper spray. Da questa lavorazione nascono 6 distillati monovarietali di luppolo creati apposta per 100 Vini e Affini che verranno nebulizzati sul bordo del bicchiere cambiando così il gusto della birra. Il tema del riciclo è stato interpretato da 100 Vini e Affini anche utilizzando i fondi di caffè per la creazione di nuovi sciroppi mentre con dagli avanzi dei vini nasceranno nuovi vini ippocratici.

La parte gastronomica, affidata allo chef Niccolò Tealdi e alla sua brigata, spazia dalle specialità cotte e servite direttamente in burnia (barattolo in torinese), come il coniglio alla ligure e l’insalata di polpo speziata, a una serie di tapas reinterpretate fino a una selezione di salumi e formaggi.

Il piano dell’Ozio

Per concludere in bellezza si arriva al piano 4 che ospita un esclusivo, ma inclusivo, Club sul Rooftop dedicato all’Ozio Creativo. Per diventare membri del Club bisogna proporre la propria candidatura che verrà sottoposta al vaglio di dell’assemblea. Per chi verrà ritenuto idoneo si apriranno, per un anno, le porte dell’alkemy Spa, del Cocktail Bar e della prima infinity pool di Torino affacciata sull’arco alpino. Tutti avranno comunque possibilità di godere del Club accendendo un abbonamento giornaliero. Nell’Otium Pea Club, curato da To Be, si potranno assaggiare i piatti creati da Casa Vicina appositamente per essere abbinati alle creazioni di mixology del cocktail bar.

Rispondi