venerdì 11 Settembre 2026
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Esilio finito, 250 tonnellate di Finocchiona Igp pronte a sbarcare negli Usa

Dopo un decennio di stop a causa della malattia vescicolare suina, è arrivato l'ok delle autorità americane: da ottobre la Finocchiona Igp può tornare sul mercato americano, con un fatturato atteso di 2.5 milioni di euro l'anno

Finisce un “esilio” di quasi dieci anni, e presto la Finocchiona Igp – tra i più caratteristici dei salumi toscani, apprezzata dai buongustai di tutto il mondo – potrà tornare nuovamente negli Stati Uniti. Dopo lo stop imposto dalle autorità americane a causa della malattia vescicolare suina, gli stessi uffici federali statunitensi hanno dato il via libera all’export dopo aver verificato che il territorio toscano è indenne dalla malattia: l‘iter avviato con la pubblicazione del decreto sul Federal register andrà a conclusione il 23 ottobre, e da quella data la Finocchiona Igp potrà tornare sugli scaffali Usa.

Una prima stima relativa al futuro export negli Usa è di circa 250 tonnellate annue, che andrebbe a rappresentare circa il 13,5% della produzione certificata e che promette di generare fatturati per 2,5 milioni di euro l’anno. Numeri che farebbero balzare il Paese a stelle e strisce sul podio dei mercati per esportazioni del tipico salume toscano. Nel 2022 l’Italia si è confermato come primo mercato a cui è stato destinato il 79% della produzione certificata, seguita dalla Germania con l’11%.

Ad annunciare la fine dell’esilio sono stati l’assessora regionale all’agroalimentare Stefania Saccardi, quello alla sanità Simone Bezzini, insieme al presidente del Consorzio di tutela della Finocchiona Igp, Alessandro Iacomoni e del direttore Francesco Seghi. Con loro, il presidente del Consorzio di tutela del Prosciutto di Norcia Igp, Pietro Bellini, avendo anche il prosciutto di Norcia Igp ottenuto l’esito favorevole dell’esame svolto dalle autorità statunitensi.

pasta

“E’ stato un parto lungo e complicato. Abbiamo cominciato a lavorare a questo aspetto nel 2016 quando ero assessora alla sanità – ha spiegato la Saccardi – per poter affermare che la Toscana era regione libera dalla malattia vescicolare, il che avrebbe consentito l’esportazione di un salume fresco in un mercato importante come gli Usa. Nonostante l’accertamento della regolarità del percorso, della procedura, dei nostri allevamenti, e la soluzione di tutti gli aspetti formali, non riuscivamo a ottenere da parte dell’organo statunitense la firma che avrebbe consentito alla Finocchiona Igp l’esportazione. Finalmente dopo 7 anni, dopo incontri anche con l’ambasciata negli Stati Unti, il console Usa a Firenze e l’interessamento del ministro degli esteri attuale coinvolto attraverso il Consorzio di tutela della Finocchiona IGP, possiamo dire che anche questo straordinario salume, realizzato con lo sviluppo di una filiera regionale importante, può aprirsi a un mercato che è sempre più attento alla nostra Toscana e al nostro Paese”.

“Per noi è un passo importante – ha aggiunto il presidente del Consorzio, Alessandro Iacomoni – perché si apre un mercato notevole che rappresenta per i prodotti toscani e non solo una possibilità di vendita importante. Aspettiamo con grande trepidazione la scadenza dei 60 giorni perché la possibilità si apra in via definitiva ma guardiamo al futuro prossimo ben fiduciosi”. La pubblicazione da parte delle autorità americane è un primo passo verso l’ampliamento dei mercati di riferimento dei prodotti toscani, da sempre molto apprezzati negli Stati Uniti. Il settore della salumeria toscana, che vanta decine di aziende e circa 1.500 impiegati diretti, punta a far conoscere e apprezzare ad un nuovo pubblico di consumatori i salumi della nostra tradizione, tra cui la Finocchiona Igp, regina dei salumi toscani e protagonista delle tavole  della nostra regione.

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