Nel cuore della città che incarna lo splendore del Rinascimento, Pizzadoro ridefinisce l’esperienza gastronomica con un tocco di puro lusso: l’oro commestibile. Nata da pochi mesi in via Pacinotti, alle Cure, grazie all’intuizione di imprenditori già presenti in città con altri ristoranti, il locale nasce come pizzeria ma presto trova la sua dimensione in un’offerta ben più ampia, grazie all’ingresso dello chef peruviano Josue De La Cruz.

Se è vero che l’oro edibile ha fatto già da tempo il suo ingresso nell’alta cucina tout court e in nicchie come la pasticceria o la griglia – pensiamo al celebre risotto di Gualtiero Marchesi, al panettone di Sal De Riso o alla bistecca di Salt Bae – a Firenze mancava un locale in cui il prezioso metallo a 24 carati fosse elemento comune a pizza, burger e piatti.

Tra le creazioni ‘auree’ più apprezzate di Josue De La Cruz spicca così il “Nido d’oro”, un uovo poché su un nido di pasta kataifi, tartare di funghi di stagione, salsiccia e spuma di zucca. Oppure il “Farrottino d’Oro”, un farro mantecato con una bisque di gambero rosso, merluzzo marinato e rifinito alla piastra, accompagnato da un corallo d’oro 24k.

E ancora, un bagno di lava d’oro accompagna il burger di Angus con scamorza affumicata, pancetta, cipolline in agrodolce, cheddar e uovo a occhio di bue. L’oro è presente anche nei fritti, dai classici all’italiana – arancini, frittatina, mozzarella e crocchette – fino al fiore di zucca con alici e fiordilatte, adagiato su un letto di scaglie d’oro. Ad essere impreziositi da foglie e polvere d’oro commestibile, realizzate per chi desidera vivere un’esperienza indimenticabile, sono anche dessert come la Negrita – cremosa gelatina tiepida a base di mais viola peruviano, polvere di cannella e zest di lime – e le pizze.

La “Re di Firenze”, ad esempio, è una vera opera d’arte: un impasto lievitato 72 ore, condito con ingredienti d’eccellenza come burrata pugliese, caviale e prosciutto crudo di Parma 24 mesi, il tutto coronato da un sottile velo d’oro. Ma c’è anche la versione a vapore (foto in alto) più simile a un soffice pan brioche.

“L’oro non è solo un elemento decorativo – spiega il pizzaiolo Pierluigi Madeo, che ha collaborato con lo chef nel progetto e nel menu – ma rappresenta il nostro desiderio di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice pasto. È un simbolo di esclusività, perfettamente in sintonia con la storia e la magnificenza di Firenze”.

Al di là dei piatti in sé e alla qualità degli ingredienti, l’attenzione di Pizzadoro al pregiato metallo è evidente anche nell’arredamento, informale e sofisticato al tempo stesso, che fa da cornice ai 35 coperti. L’oro è presente infine anche nel beverage, grazie a una speciale selezione di bottiglie di spumante Charmat Exrta Dry “Oops” Maremmalta. In quanto alla mixology, invece, Pizzadoro è uno dei pochissimi locali in Toscana a disporre di una cocktail machine ad hoc in grado di preparare drink personalizzati grazie all’Intelligenza Artificiale.

