venerdì 11 Settembre 2026
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L’Asparago bianco di Bassano del Grappa Dop, principe delle tavole vicentine

Una storia che da secoli si articola fra due santi, Giuseppe (19 marzo) e Antonio (13 giugno).: seguiamo insieme la Strada dell’Asparago bianco di Bassano del Grappa, dal 2007 riconosciuto DOP

La coltura dell’asparago nasce, secondo gli studi, più di 2000 anni fa in Mesopotamia da qui si è diffusa in Egitto prima e nel mediterraneo poi, e grazie ai Romani – che li consideravano simbolo di forza virile e piacere carnale – furono introdotti in Europa. Questo mito si è poi alimentato nel corso dei secoli portando i candidi turioni ad essere considerati afrodisiaci fino a farli diventare l’alimento propiziatorio dei banchetti nunziali del Rinascimento e protagonisti delle leggende più disparate come quella che racconta di Napoleone III e della sua usanza di consumarli prima di un incontro amoroso. 

La storia d’amore – possiate perdonare il gioco di parole, rispetto ai riferimenti all’essere afrodisiaco – fra l’asparago e la città di Bassano del Grappa vede la sua prima testimonianza scritta fra il 1545 e il 1563, quando durante il Concilio di Trento i padri conciliari fecero tappa proprio nella città veneta e una volta assaggiati ebbero cura di tesserne le lodi.

L’asparago bianco di Bassano del Grappa DOP nasce come un turgido germoglio sotto cumuli di terreno sabbioso e viene coperto da teli per impedire la fotosintesi clorofilliana e farlo rimanere un candido turione, in natura infatti è del classico colore verde. La produzione e la raccolta, svolta rigorosamente a mano, si articola convenzionalmente fra le festività di San Giuseppe (19 marzo) e Sant’Antonio (13 giugno). 

Dal 2007 un’inconfondibile medaglietta verde è presente sui mazzi e reca stampato il numero progressivo che riconduce inequivocabilmente al produttore, al giorno preciso di raccolta e alla data di confezionamento degli asparagi bianchi DOP di Bassano del Grappa, che come soldatini raggruppati in uno stretto girotondo, si presentano tutti perfetti e dall’aspetto invitante, legati in vita da un succhione o “stroppa” in dialetto veneto. “Da disciplinare – come ha spiegato il presidente del Consorzio di Tutela, Paolo Brotto – la Denominazione di Origine Protetta impone anche le caratteristiche estetiche che devono possedere gli asparagi di Bassano. Innanzitutto devono essere assolutamente di colore bianco, ben formati, dritti, interi e con apice serrato, teneri e non legnosi, di aspetto e odore freschi e privi di sapori estranei”.

Il territorio dove quest’oro verde/bianco viene prodotto copre una 20 di ettari che forniscono in media 600 quintali di prodotto all’anno viene chiamato la Strada dell’Asparago e ne fanno parte 10 comuni sulla Pedemontana Veneta: Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Tezze sul Brenta. Qui durante la raccolta, o nelle tante bancarelle che vendono questi candidi mazzi di asparagi è possibile restare affascinati dal cigolio che producono quando, da freschi, vengono strofinati tra loro. 

Notevoli le proprietà nutrizionali contengono infatti moltissimo potassio e risultano benefici per il cuore e la salute dei muscoli; oltre agli effetti depurativi e diuretici tipici degli asparagus, dal latino germoglio, a sottolineare come ciò che riempie i piatti è il turione, il giovane getto della pianta. 

Il miglior abbinamento in tavola con il vino resta territorialmente in Veneto: di solito si opta per un Vespaiolo di Breganze o altro vino fermo come gli aromatici Riesling e Traminer che ben si accordano al palato. Ma può essere indicato anche un ottimo Prosecco Docg. Proprio dai vicentini, massimi estimatori del prodotto, si possono carpire i segreti per gustarli al meglio. La migliore ricetta per assaporarli, diventato rito collettivo da svolgere in famiglia e con gli amici, è il tradizionale ovi & spàrasi che li vede lessi e conditi con un trito di uova barzotte e olio extravergine di oliva. 

In cinque secoli, questo delicato vegetale, ha saputo ergersi a protagonista di una cultura e coltura locale che ha saputo imporsi e farsi apprezzare dentro e fuori le cucine del territorio. Forte di questo patrimonio vegetale, il Consorzio per la Tutela dell’Asparago di Bassano DOP organizza e promuove annualmente anche una mostra-mercato, di solito a fine aprile, con vendita diretta dal produttore al consumatore. Per l’occasione vengono riuniti tutti i quaranta coltivatori certificati che insieme portano avanti la tradizione che valorizza questo particolare prodotto catalizzando molti estimatori.

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