lunedì 26 Ottobre 2026
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Olio toscano Igp in crescita (+40). E i ristoranti faranno educazione

Buona annata per l'olio extravergine Toscano Igp: torna il sereno tra gli olivicoltori, alla luce del'aumento della produzione intorno al 40%

È finalmente una buona annata per l’olio extravergine Toscano Igp: torna il sereno tra gli olivicoltori, alla luce del’aumento della produzione tra il 35% ed il 40% rispetto alla tormentata campagna dello scorso anno e che collocherà questo raccolto nella media regionale. In Toscana la produzione si attesterà tra i 140 ed i 150 mila quintali di prodotto di cui 20/25 mila a denominazione Toscano IGP, una bottiglia su cinque di tutto l’olio prodotto nella nostra regione. Ma il consorzio di tutela ed Airo, l’associazione internazionale dei ristoranti dell’olio, puntano sull’educazione alimentare lanciando una campagna di sensibilizzazione per far conoscere ed apprezzare ai commensali la differenze tra un olio tracciato 100% toscano – che rispetta e rispecchia un ferreo disciplinare di produzione – ed un olio comune ed indistinto.

In tutta la regione una ventina i locali, tra ristoranti e pizzerie, fino a Natale proporranno il Toscano IGP a fianco delle proposte culinarie. Eccole, divise per provincia: hanno aderito il Sassoscritto e la pizzeria Disapore (Livorno); Peperosa, pizzeria Apogeo (Lucca); Antica Farmacia, Theca (Pisa); Moi Omasake, Pepenero – Cucina Zero6 (Prato); pizzeria La Pergola di Radicondoli, Futura Osteria, Il Mestolo (Siena); Caffè dell’Oro, Nello, Osteria Staccia Buratta, La Trattoria del Pesce (Firenze); Boutique Hotel Via Roma 33 (Arezzo); Anguilla Brilla, La Scottiglia, La Baita di Mariiana, Locanda dei Banchieri (Grosseto).

“La raccolta è nel vivo. E’ una stagione che ci permetterà di recuperare dal punto di vista della quantità – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Consorzio di Tutela Toscano IGP – in particolare in quelle aree della regione, soprattutto interne, dove lo scorso anno la produzione è stata molto scarsa o scarsissima. Dal punto di vista qualitativo avremo un olio davvero interessante con il tipico carattere toscano. Raggiungeremo un equilibrio produttivo su scala regionale anche se le disomogeneità, dovute a microclimi e caratteristiche orografiche, non mancherà facendo parte della storia di questa regione. Prevediamo a livello generale un aumento medio tra il 35% ed il 40% della produzione di olio nella nostra regione con punte anche del 70% laddove l’anno precedente erano mancate del tutto o quasi.

“Ciò che ci preoccupa – aggiunge Filippi – non è il mercato dove il Toscano IGP ha una richiesta superiore a quella che le oltre 8 mila aziende associate riescono a soddisfare, è l’incostanza delle annate olivicole per effetto dei cambiamenti climatici che non garantiscono, insieme alla costanza produttiva, la redditività economica sufficiente alle imprese aumentando il rischio di abbandono del territorio. Senza risorse le aziende non possono né andare avanti, né tanto meno investire in nuovi impianti, più produttivi e performanti per aumentare la loro capacità produttiva e la loro resilienza considerando che dovremo affrontare, secondo gli esperti, estati sempre più lunghe e bollenti. C’è una grande riflessione da fare attorno al futuro dell’olivicoltura toscana”.

Gli fa eco la vice presidente ed assessora regionale all’agroalimentare, Stefania Saccardi: “Una buona annata per l’olio e ne siamo contenti. Un risultato che certamente va a vantaggio del nostro settore olivicolo oleario che la Regione Toscana sta rilanciando, indirizzandosi su alcuni dei punti forti del comparto, come l’esperienza dei produttori nel fornire un olio di elevata qualità, un prodotto fortemente legato alla tipicità e all’identità, la disponibilità di varietà autoctone di pregio e il valore nutraceutico dei nostri oli extra-vergini di oliva di elevata qualità”.

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