Immerso tra i vigneti e circondato da boschi, Dievole Wine Resort è da sempre un punto di riferimento dell’ospitalità d’autore nel cuore del Chianti Classico. Da quest’anno ancor di più, grazie a 14 nuove camere e suite ricavate nel Colombaio, uno degli edifici che compongono il borgo con vista sui vigneti della tenuta di Castelnuovo Berardenga (Siena).

Da poco restaurate, le nuove dimore (una Superior suite, due suite e 11 camere tra Deluxe e Classic) hanno travi a vista, marmo di travertino nei bagni e arredi in stile inglese country chic, nei toni del bianco, tortora e beige. Un’eleganza sobria e sussurrata, in un contesto di grande fascino autenticamente toscano.

Con queste nuove aggiunte, salgono a 32 le camere del Dievole Wine Resort, dislocate tra la Villa Padronale, che risale al XVIII secolo, e gli altri edifici del borgo. Tutto intorno, 600 ettari scanditi da boschi, oliveti, cipressi e vigneti a perdita d’occhio. Da provare ad esempio il Natural Path che si snoda per 7 chilometri nella tenuta, ideale per praticare sport (dal trekking alla mountain bike) e ammirare scorci del Chianti Classico.. Oppure il Percorso Vita, di poco meno di 2 chilometri, una sorta di palestra a cielo aperto per allenarsi nella natura. A completare l’offerta, Il ristorante Novecento che si affaccia sul Giardino delle Rose dove, con la bella stagione, vengono apparecchiati i tavoli per il pranzo e la cena. I piatti preparati con passione dalla chef Monika Filipinska sono una festa di sapori e un tributo alla tradizione, un gioco di abbinamenti creativi ma anche la dimostrazione che si può lasciare il segno puntando sulla semplicità. Ad esaltare le pietanze, l’uso sapiente dell’olio extra vergine di oliva di Dievole, e la gamma dei vini dell’azienda che raccontano il Chianti Classico nel bicchiere.

Ma non è solo sull’ospitalità, che Dievole punta con decisione. La cantina del petroliere argentino Alejandro Bulgheroni e gestita dal manager Stefano Capurso, nota soprattutto per i rossi – Chianti Classico, Brunello e Bolgheri – sta scommettendo in maniera importante sul bianco di qualità, in primis sul Trebbiano Toscano, vitigno spesso usato per tagli con altri tipi di uve. Dievole è andata controcorrente, realizzando un vino 100% Trebbiano (Campinovi Bianco Toscana Igt) che sfida il tempo: “Un grande lavoro in vigna e in cantina – spiega Capurso – ci ha permesso di ottenere un Trebbiano Toscano in purezza, complesso, elegante, persistente e capace di regalare emozioni anche dopo tanti anni”. Dall’annata 2020 l’affinamento avviene in botti da 15 ettolitri di castagno e rovere toscano, anziché in grandi botti di rovere francese, in un’ottica di sostenibilità e utilizzo di materiali locali.

Il vigneto Campinovi abbraccia quattro ettari a 225 metri sul livello del mare e dà 10mila bottiglie, vendute da enoteche e ristoranti italiani a 35-40 euro. “Potenzialmente si potrebbe arrivare a fare 20-25mila bottiglie – spiega Capurso – e la mia speranza è riuscire a riunire i produttori toscani che puntano sul Trebbiano, e che oggi sono al massino 6-7, per formare un’associazione ad hoc che promuova e faccia conoscere le potenzialità di questo vitigno”.

