Un viaggio sensoriale che unisce l’eleganza francese all’esotismo caraibico: è forse questo il paragone che meglio descrive lo champagne St. Barth Tradition. Dal primo sorso, ci ha convinto per la sua capacità di evocare immagini di spiagge bianche e tramonti dorati, pur restando radicato nella tradizione champenoise.

Nel calice si presenta con riflessi ambrati che ricordano la luce del sole ai Caraibi, accompagnati da un perlage fine e persistente che danza lentamente verso l’alto. Al naso regala un’esplosione di frutta estiva matura – pesca gialla e albicocca – seguita da delicate note floreali di caprifoglio e un accenno di miele di castagno che aggiunge profondità.

Il primo impatto al palato è una piacevole freschezza acidula che ricorda il succo di pompelmo rosa, bilanciata magistralmente da una morbidezza avvolgente. La struttura è sorprendentemente elegante per un blend dominato dal Meunier (50%), con il Chardonnay (30%) che dona mineralità e il Pinot Noir (20%) una sottile complessità tannica.

L’abbiamo provato di recente abbinato a un carpaccio di ricciola con scaglie di lime: l’acidità vivace dello champagne ha tagliato perfettamente la cremosità del pesce, mentre le note agrumate hanno dialogato con la marinatura. Sorprendentemente delizioso anche con una semplice crostata di albicocche, dove la sua vena dolce (7g/l di dosaggio) si è sposata con la frutta cotta. Ciò che lo rende speciale è il contrasto tra la sua anima festosa e la complessità da meditazione. Ci ha ricordato quelle rare serate in cui un abito da sera si accosta a sandali di cuoio – lusso senza sfarzo, in altre parole. La scoperta che ogni bottiglia nasce da vigneti a conduzione familiare nella Marna, con una produzione annuale limitata, aggiunge un tocco di esclusività. Senza dimenticare che la società produttrice è “récoltant manipulant”, vale a dire che usa solo uve dai propri terreni.

Nella gamma aziendale troviamo, oltre al Tradition di cui abbiamo finora descritto le caratteristiche, anche una serie di altre etichette: dal Blanc de Blancs, ideale per gli aperitivi, al Rosé anch’esso ideale come pre-dinner o accompagnamento a un plateau di formaggi e, infine, il Réserve, il più maturo di tutti, come il nome stesso lascia intendere.

Anche se a una prima impressione può non essere immediato legare concettualmente lo champagne ai Caraibi, il trait d’union è semplice: St. Barth Tradition si può considerare uno di quei prodotti provenienti – per l’appunto – dai “Caraibi d’Europa”. Ciò è vero poiché l’isola di St. Barth si trova nelle Antille, non lontano da St. Martin, e fa parte della regione ultraperiferica dell’Unione Europea, in quanto possedimento d’Oltremare della Repubblica Francese. A scoprire l’isola fu Cristoforo Colombo, che le diede questo nome come omaggio al fratello Bartolomeo (il nome originale è infatti Saint-Barthélemy). Ora l’isola è una meta di lusso, amata dal jet set e da chi sogna una vacanza in un posto meraviglioso.

