In un angolo del Piemonte ‘che produce’, in quella terra di confine tra Langhe e Roero che ha fatto dell’enogastronomia di alta qualità un tratto distintivo riconosciuto a livello internazionale, c’è un birrificio artigianale al quale questa definizione sic et sempliciter veste molto, molto stretta. È il Birrificio della Granda nato a Lagnasco, nel cuore della “Granda” – come viene affettuosamente chiamata la provincia di Cuneo – e fondato nel 2011 da Ivano Astesana, ex consulente informatico e biologo. È lui che, accantonato il passato a Milano, decide di trasformare la passione per la birra in un progetto imprenditoriale vero e proprio. “Ricordo ancora con grande emozione e affetto la prima cotta preparata in quello che era stato il granaio di mio nonno. Mentre lo vivevo – spiega Ivano – non mi sarei mai immaginato che da quel momento la mia vita sarebbe cambiata”.

La storia del Birrificio della Granda inizia nel 2009, quando Ivano decide di tornare alla terra d’origine per occuparsi dell’azienda agricola di famiglia. Parallelamente, riscopre l’antica passione per la birra, iniziando a produrre le prime cotte da homebrewer. Nel 2011 nasce ufficialmente il Birrificio della Granda, con la prima birra, la EssenziAle, lotto 0001, chiamata “In Primis”. La produzione iniziale è ancora modesta, ma la qualità delle birre e l’entusiasmo di Ivano attirano rapidamente l’attenzione.

Nel 2012 apre la birreria a Saluzzo, diventando un punto di riferimento per gli appassionati locali. La crescita è però costante: nel 2014 la cantina viene ampliata, e nel 2017 arrivano i primi ordini dall’estero, segnando l’inizio di un’espansione internazionale. Oggi, il Birrificio della Granda produce circa 6000 ettolitri di birra all’anno, distribuiti in Italia e in diversi paesi esteri, tra cui USA, Canada, Francia, Belgio, Danimarca, Portogallo, Germania, Svizzera e Slovenia.

Il legame col territorio è uno dei pilastri del birrificio della Granda. Poiché è un birrificio agricolo, ben l’80% delle materie prime utilizzate proviene da coltivazioni proprie: i terreni si trovano in Friuli e in Puglia, regioni scelte strategicamente per garantire la qualità dell’orzo e la continuità della produzione anche a fronte della necessità di affrontare con serenità eventuali eventi avversi, climatici o sistemici. Questa scelta ha permesso non solo di valorizzare terreni marginali, ma anche di recuperare pratiche agricole tradizionali.

La creatività è un altro elemento distintivo di Granda. Il progetto “Land of Beer” trasforma ogni birra in un viaggio, con etichette che raccontano storie attraverso personaggi onirici come il Viaggiatore, il Dragone e lo Spirito. Le linee “The Girls” e “Hop for the Geeks” (H4TG) offrono birre dal design accattivante e dai gusti innovativi, frutto di collaborazioni con artisti e street artist.

Le collaborazioni internazionali sono un altro punto di forza. Il progetto “Be Grapeful” ha portato alla creazione di Italian Grape Ale (IGA) in collaborazione con birrifici di tutto il mondo, utilizzando mosto di uve Moscato della cantina Vite Colte di Barolo. Tra le birre nate da queste collaborazioni spiccano la Barrel Redemption, realizzata con il birrificio New Realm di Atlanta e invecchiata in barrique da Barolo, e la Natural Absolution, una birra a fermentazione spontanea creata con il birrificio belga De Ranke. Negli ultimi due anni sono ben otto le birre frutto di scambi che spaziano dalla Danimarca all’Inghilterra, dalla Germania alla Norvegia fino all’Olanda e all’Irlanda.

Granda ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui cinque premi al World Beer Awards, con la Black Hop Sun che ha vinto il titolo di World Best Black IPA. Al Brussels Beer Challenge 2020, ha ottenuto una medaglia d’oro per la Dangerous e una d’argento per la Æro. Per celebrare le collaborazioni e la cultura della birra artigianale, nel 2024 Granda ha lanciato “Granda in Piazza“, un festival internazionale che si tiene ogni anno a Torino, riunendo i migliori birrifici europei in una grande festa di birra e street food.

