sabato 10 Ottobre 2026
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La stella toscana di Cannavacciuolo: il Laqua Vineyard nella Valdera

Nella campagna tra Pisa e Volterra, il ristorante del Laqua Vineyard - fresco di stella Michelin a cinque mesi dall'apertura - è affidato al giovane chef ligure Marco Suriano, autore di una cucina solida e sincera.

C’è una Toscana che sfugge ai circuiti turistici più battuti, fatta di borghi etruschi intatti, silenzi che profumano di vigna e colline sinuose che rallentano il tempo. È qui, nella frazione di Casanova a Terricciola, tra Pisa e Volterra – in una zona che da diversi punti di vista sconta la vicinanza con vicini più blasonati – che Antonino Cannavacciuolo e la moglie Cinzia Primatesta hanno trovato la loro “casa toscana”.

Dal 2022 il borgo ospita infatti LAQUA Vineyard, quarto relais della collezione dopo Meta di Sorrento, lo stellato Ticciano e il tristellato sul lago d’Orta: un rifugio di charme che unisce ospitalità, benessere e – come vedremo – soprattutto alta cucina.

Dietro il portone antico della tenuta si apre un microcosmo sospeso tra natura e paesaggi made in Tuscany: sei suite eleganti, una piscina con lounge bar affacciata sui filari e una Wellness Suite dove i rituali con prodotti naturali completano il percorso di rigenerazione. Gli ospiti possono immergersi in esperienze autentiche: degustazioni in cantina, seminari sull’olio, bike tour tra Peccioli e Lari, caccia al tartufo o picnic panoramici.

Non manca il legame con la famiglia Rivetti, proprietaria della vicina cantina La Spinetta, 80 ettari vitati che diventano teatro di eventi e collaborazioni, come nel caso della recente live performance dell’artista Elisabetta Rogai, ideatrice dell’EnoArte, accompagnata da Manuela Rivetti.

Fiore all’occhiello del relais è però il Ristorante Cannavacciuolo Vineyard, che in soli cinque mesi dall’apertura ha conquistato la Stella Michelin. A guidarlo è l’head chef Marco Suriano, ligure classe 1991, allievo di Cannavacciuolo a Villa Crespi e con esperienze internazionali maturate tra Spagna, Parigi, Dubai e Londra. La sua è una cucina istintiva e sincera, che intreccia ricordi personali e contaminazioni regionali: il mare ligure, il Piemonte e la Campania di Cannavacciuolo, ma soprattutto la Toscana, da cui provengono oltre il 90% degli ingredienti.

Con circa 35 coperti distribuiti tra cucina a vista, social table e privé, con richiami simbolici al rinoceronte di La Spinetta e alla luna del logo Cannavacciuolo, il ristorante si anima ogni sera con i tre percorsi degustazione divisi tra quattro e cinque corse ciascuno – Prologo (quattro a 110 euro più amuse bouche e predessert), Interludio (cinque a 140 euro) e Vegetariano (quattro a 110 euro) – oppure con piatti à la carte capaci di fondere sapori toscani e influenze marine.

Tra le creazioni da non perdere, lo Scampo con fagioli e rigatino (foto in alto), così come gli Spaghettoni in estratto di peperone con pil pil di baccalà e limone nero, gli Gnudi di ricotta, erbette e nero di seppia e il Piccione arrosto con patate, mela verde, rabarbaro e lampone.

Il servizio di sala, affidato al restaurant manager di lungo corso Francesco Cotza, accompagna l’esperienza con oltre 450 etichette in carta e un carrello dei formaggi in continua rotazione, che spazia dalle eccellenze toscane ai grandi classici d’Oltralpe. Un viaggio che parte dalle colline pisane per aprirsi al mondo, mantenendo però il legame profondo con il territorio. Con LAQUA Vineyard, Cannavacciuolo firma la sua prima avventura toscana: un relais dove l’ospitalità elegante incontra il respiro della campagna, e dove l’amore tra vino e cucina si traduce in un’esperienza sensoriale che celebra la bellezza autentica della Valdera.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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