Una ricerca che parte dalla riscoperta dei cocktail storici meno conosciuti, ma riproposti con un approccio contemporaneo che ne rispetta la struttura originale, aggiornandone tecnica, profili aromatici e consistenze. È lo spirito con cui il Bitter Bar Firenze ha lanciato la nuova drink list 2026, un progetto che rafforza l’identità del locale come spazio dedicato allo studio e alla reinterpretazione della miscelazione classica.

L’obiettivo è riportare l’attenzione su ricette importanti per la storia del bere miscelato ma oggi poco diffuse, rilette con rigore e con l’uso mirato di tecniche moderne per esaltarne equilibrio e pulizia gustativa. Tra i protagonisti figurano cocktail come Bobby Burns e À La Louisiane, due whisky cocktail che appartengono a pieno titolo alla storia della mixology, qui reinterpretati senza alterarne l’identità, rendendoli accessibili al pubblico attuale.

Tra le novità spicca Homa (foto in alto) twist del Jungle Bird a base di rum Diplomatico Mantuano, bitter al lime nero persiano, melassa di melagrana, ananas, lime e zenzero. Il drink gioca su contrasti tra dolcezza, acidità e amarezza, con un richiamo simbolico all’Homa, uccello mitologico persiano legato a fortuna ed eleganza perché secondo il mito non tocca mai terra e vive costantemente in volo, portando felicità a chiunque venga sfiorato dalla sua ombra. Il cocktail viene riletto attraverso una struttura più scura e stratificata, che sostituisce l’amaro canonico con un lavoro più profondo sul registro agrumato e speziato.

Il progetto porta la firma del bar manager e proprietario Mehran Lashgari, persiano d’origine e fiorentino d’adozione, che dal 2022 guida il locale valorizzando studio, tradizione e qualità dell’esperienza. La sua drink list riflette anche una selezione attenta di produttori e materie prime, tra cui i vermouth e il ratafià Aprutium di Antonio Palermo, il liquore toscano Yerbito e Jimmy The Tonic Companion di Fermenthinks Distillery, scelti per qualità e coerenza stilistica. In linea con la filosofia del locale e con l’ispirazione al proibizionismo – è pur sempre uno Speakeasy – non sono previsti cocktail analcolici, bensì proposte low-alcohol pensate per mantenere complessità e carattere. Bitter Bar conferma inoltre la vocazione a whisky bar con una selezione ampia e introduce una piccola proposta food studiata per accompagnare la degustazione.

