A tavola si può parlare di tutto. Di vini e di ricette, naturalmente, ma anche di politica, letteratura, territorio, memoria. E perfino di legalità, quando c’è di mezzo Filippo Cogliandro. Sarà infatti lo chef calabrese, conosciuto come ambasciatore della ristorazione antiracket, ad aprire ufficialmente la seconda edizione della rassegna letterario-gastronomica “Mangiarsi le parole” ideata da Domenico Guarino e prodotta da Pamela Panico per p.Dom Communication. L’appuntamento è per mercoledì 7 ottobre, all’Istituto Alberghiero A. Saffi, in via del Mezzetta 15 a Firenze, dove Cogliandro presenterà “Io chef per la mia terra”, il libro scritto insieme a Oreste Paliotti.

Dopo l’anteprima dello scorso 28 aprile con lo chef stellato Michele Biagiola, la rassegna entra nel vivo con l’appuntamento dedicato al tema della legalità, che vedrà Cogliandro dialogare con Domenico Guarino, il nostro direttore Marco Gemelli e Mimma Dardano, presidente dell’associazione per la legalità Il Gomitolo. Il programma prevede alle 17 la presentazione del libro, mentre alle 19 sarà il momento della degustazione, affidata agli studenti dell’istituto, chiamati a trasformare in piatti le suggestioni emerse dalla lettura.

La storia di Filippo Cogliandro, del resto, si presta particolarmente a un incontro in cui il cibo diventa strumento di racconto. Chef calabrese e vincitore del Premio Paolo Borsellino, Cogliandro è conosciuto anche per il suo impegno contro il racket e per aver scelto di ribellarsi alla ’ndrangheta, trasformando la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di legalità. Da qui sono nate iniziative come “Le cene della legalità”, attraverso le quali lo chef mette la propria professionalità al servizio della comunità e, ogni mese, offre a proprie spese una cena alle persone bisognose di Reggio Calabria. Un modo concreto per dimostrare che anche una cucina può diventare luogo di responsabilità, solidarietà e partecipazione.

“Io chef per la mia terra” racconta così una Calabria diversa dagli stereotipi: una terra di eccellenze, di imprenditori, di persone perbene e di professionalità che continuano a costruire futuro anche dentro un contesto sociale complesso. È una Calabria che Cogliandro porta in tavola insieme alla propria storia, dimostrando come la cucina possa essere anche una forma di impegno civile. Particolarmente significativo sarà, in questo senso, il coinvolgimento de Il Gomitolo, associazione impegnata nella diffusione della cultura della legalità, della lotta alle mafie e della cittadinanza attiva. Per l’occasione arriverà al Saffi anche la Topolino della legalità, il progetto dell’associazione nato per portare questi temi direttamente nelle scuole e nelle piazze di Firenze.

È proprio il rapporto con le nuove generazioni uno degli elementi più interessanti di “Mangiarsi le parole”. La formula è essenziale: un libro, un piatto, un bicchiere. Niente ricette da seguire né spettacolarizzazione da talent show, ma romanzi, racconti e saggi nei quali il cibo compare come suggestione, memoria, elemento narrativo o chiave per leggere una storia. Un’idea che affonda le proprie radici nella tradizione dei Simposi della classicità greco-romana, quando il banchetto era anche uno spazio di discussione filosofica, politica e letteraria. E che al Saffi assume una dimensione ancora più concreta: le classi quarte e quinte dell’istituto hanno infatti letto i testi scelti e, a partire dalle loro suggestioni, hanno elaborato i piatti che saranno proposti durante le degustazioni, accompagnati da un calice di vino.

