Chi lavora come bartender conosce la centralità di questo argomento. Se vuoi realizzare un cocktail memorabile devi scegliere solo gli agrumi migliori. Sfruttando tutte le competenze per avere al tuo fianco degli alleati preziosi: arance, limoni, pompelmi e altro ancora. Questi frutti danno equilibrio e sapore ai preparati, lo fanno sfruttando le tecniche dei migliori mixologist. Chi prepara i cocktail conosce le combinazioni. E sa come equilibrare e orientare i gusti all’interno di uno shaker e quando filtra il risultato prima di servirlo. Gli agrumi hanno un grande compito nei cocktail, non li puoi intendere come una semplice decorazione. Pensa alla classica Caipirinha, con il lime protagonista assoluto. Il mixologist crea esperienze sensoriali complete, considerando non solo il gusto ma anche l’olfatto, la vista e il tatto. Ecco perché devi seguire questi consigli per scegliere gli agrumi per un cocktail vincente.
Attenzione alla provenienza del frutto

Il primo consiglio da dare a chi vuole (o deve) scegliere gli agrumi migliori per realizzare cocktail memorabili: selezionare con estrema cura il prodotto da utilizzare nella miscela. Una buona idea potrebbe essere quella di puntare sulla filiera corta, un modello che riduce gli intermediari tra il produttore e il consumatore. Questo consente di diminuire la distanza geografica e i passaggi che il prodotto compie dal luogo di produzione al bancone del bar. Risultato? Freschezza dell’agrume e qualità del cocktail. La vicinanza geografica garantisce prodotti di caratura superiore, più freschi. E nel momento in cui scegli gli agrumi migliori per eseguire le tecniche di shaking, stirring e layering devi sempre assicurarti che la qualità sia quella giusta. Accorciando la filiera muovi il primo passo verso questa direzione.
Gli elementi di un frutto che devi valutare

Quando selezioni gli agrumi per i tuoi cocktail devi attivare tutti i sensi del tuo corpo umano. Ad esempio, studia la buccia del frutto con il tatto e la vista: deve essere omogenea, senza parti molli o macchie. Annusa il prodotto e assicurati che sia buono, corposo. Taglia uno degli agrumi e assaggia il suo sapore, considera la polpa e il peso. Se è importante c’è più succo da spremere e ottenere (ma valuta anche il gusto oltre ai grammi).
Usa bene le quantità degli agrumi

Gli agrumi hanno un timbro forte, possono influenzare in modo decisivo il sapore del cocktail. Grazie a qualità intrinseche come acidità e freschezza, questi frutti possono dare un contributo consistente sia dal punto di vista del gusto che dell’estetica. L’importante è conoscere bene le proporzioni e dosare con estrema precisione le quantità. Altrimenti rischi di alterare il sapore del cocktail e servire un mix non allineato alle regole. Ecco perché il primo comandamento di un bartender è sempre quello di utilizzare dei Jigger di qualità (come quelli che trovi su www.rgmania.com) per misurare le corrette quantità di ciascun ingrediente. Anche il succo di agrumi che andrà a chiudere il tuo cocktail.
Il gusto degli agrumi fa la differenza

Quando si realizza il concentrato per il cocktail bisogna fare attenzione alla qualità dell’estratto. Esegui la spremitura nel momento in cui realizzi il cocktail, se possibile. Non usare preparati o prodotti confezionati. Poi, assicurati che il colore sia quello giusto e spremi gli agrumi con gli strumenti giusti, quelli che ti permettono di ottenere tutto il succo e fermare semi o pellicine. Devi estrarre il meglio dalla tua selezione di agrumi.
La conoscenza del prodotto conta sempre

Ci sono cocktail e cocktail. Il bravo mixologist sa che ogni esperienza ha bisogno del frutto ideale che può essere un mandarino, un arancio o un limone. O magari un lime. Senza dimenticare cedri, pompelmi, bergamotti, chinotti e altro ancora. Ognuno ha la sua acidità ed è dovere del bravo bartender conoscere questi valori per bilanciare con altri ingredienti del cocktail. Obiettivo? Ottenere un sapore armonioso, subito riconoscibile. In alcuni casi si può dare un tocco leggero al cocktail sfruttando lo zest. Ovvero la scorza dell’agrume che permette di arricchire il mix senza stravolgerlo. Puoi usare un rigalimoni per ottenere dei riccioli di scorza (anche dal valore decorativo) o una grattugia fine per estrarre solo ciò che è utile ed evitare la parte bianca. Infatti, l’albedo degli agrumi è amara. A volte, sono i dettagli a fare la differenza tra un cocktail mediocre e uno speciale.

