foto di Alireza Mohtashami
Le luci delle candele sono basse, lo spazio intimo e accogliente, la musica affidata a un jazz mai sopra le righe. Sono gli ingredienti del Bitter Bar, nel centro storico di Firenze ma lontano dalle affollate mete turistiche: un cocktail bar con uno stile diverso dalla maggior parte degli altri locali cittadini vocati alla miscelazione di qualità. Lo spirito del titolare – il giovane iraniano Mehran Lashgari, che ha appena festeggiato il secondo anno al timone del locale – è quello di far rivivere l’esperienza di ciò che si viveva nei cocktail bar americani negli anni Venti del Novecento, al tempo del proibizionismo.

Niente fila al bancone: l’ambiente tranquillo – con una clientela composta soprattutto da appassionati e cultori del genere, con solo posti a sedere – avvolge l’ospite in un’atmosfera calda e ovattata. Non a caso, per entrare al Bitter Bar occorre suonare il campanello: ad aprire la porta è proprio Mehran, che accoglie gli ospiti e li fa accomodare subito (se c’è un tavolo disponibile, of course, altrimenti bisogna munirsi di pazienza e attendere all’esterno). In ogni caso, è possibile prenotare in anticipo un tavolo attraverso i contatti sul sito bitterbarfirenze.it.

La filosofia imprenditoriale di Bitter Bar è quella di proporre un’esperienza autentica, attraverso la riscoperta di cocktail “antichi” – talvolta poco conosciuti e lontani dal mainstream – affiancati da una serie di sette signature preparati con tecniche moderne, e dagli evergreen della miscelazione. A selezionare e miscelare distillati e liquori (ma anche a proporli in purezza, quando richiesto) è sempre Mehran, che non nasconde la volontà di accompagnare l’ospite in un viaggio gustativo capace di trasportare altrove.

Un esempio? L’Insolito Gimlet, uno dei cocktail preferiti di Mehran, a base di Gin giapponese preparato con sei diverse botaniche, con cordiale allo zafferano persiano, acido dello champagne, racconta un mondo di svago attraverso paesi lontani, in oriente e medio oriente.

Se il Bitter Bar nasce nel dicembre 2016, da un paio d’anni è nelle mani di Mehran, 32 anni, giunto in Italia nel 2011 dall’Iran: dopo aver studiato a Firenze in altre discipline ed essere rimasto affascinato dall’ospitalità e dall’accoglienza, si è voluto dedicare al settore della miscelazione maturando esperienza in diversi locali fiorentini sia d’hotel che pub, fino a cocktail bar e American bar. “Ho iniziato a fare questo lavoro per esaudire la mia curiosità di assaggiare – racconta Mehran – ma anche di bere. Ho sempre avuto una particolare attenzione, forse per le mie origini mediorientali, per l’ospitalità e l’accoglienza. Purtroppo qui spesso manca questa attenzione all’ospite che per la mia cultura, me lo fa considerare come un invitato a casa mia e dunque una persona speciale”.

