di Paola Aurucci
Le attività enogastronomiche di successo che continuano a custodire un legame con le proprie origini, specie se profondamente connesse alla storia di un territorio, entrano più facilmente nel cuore dei clienti e li trasformano in affezionati habitué. Ne è un esempio La Bettola di Carisio, nel cuore del vercellese, che a distanza di 50 anni dalla sua apertura continua a rappresentare il quartier generale dell’ormai imponente MAIO Group, marchio simbolo di eccellenza e glamour a gestione familiare.

All’ora di pranzo, accanto ai fratelli Alessandro e Massimo Maio, oggi alla guida dell’azienda, si incontrano lavoratori della zona, trasfertisti e viaggiatori di passaggio attratti dalla vicinanza dell’autostrada e dalla possibilità di pernottare in struttura, che è anche un hotel con 35 camere.

In questo locale dall’estetica nippo-chic è d’obbligo provare la Panissa (foto in alto), ricetta identitaria del vercellese che racconta la cultura contadina della zona, celebre terra di risaie. Un tempo considerata il “piatto del dì d’la festa”, la Panissa è un risotto a base di fagioli borlotti, vino rosso, lardo e salam d’la duja, insaccato conservato sotto strutto tipico della tradizione locale. Un piatto da abbinare a un bicchiere di Lessona, Nebbiolo dell’Alto Piemonte dalle origini antiche. Accanto alle specialità tipiche di zona, tra cui è doveroso citare anche le lumache in umido con crostini di polenta taragna e il fritto misto alla Monferrina, non mancano rielaborazioni contemporanee di grandi classici, come il risotto con lingua brasata e bagnetto verde. Il menù lascia spazio anche a piatti dall’allure più metropolitana, come il tataki di tonno rosso con battuta di olive taggiasche e pomodorini confit.

Un’offerta che riflette l’evoluzione del gruppo che, in mezzo secolo, è riuscito a uscire dai confini della provincia per imporsi a livello nazionale. Prima attraverso il catering per grandi eventi, poi approdando sui rooftop dalla vista mozzafiato con un format di ristorazione contemporaneo e raffinato, capace di coniugare artigianalità locale, cura per i dettagli ed eleganza degli ambienti. L’anno del salto di qualità è il 2007 con l’apertura del MAIO Restaurant Milano (foto in alto), all’ultimo piano della Rinascente in piazza Duomo con vista sulle guglie della cattedrale. Nella città meneghina seguono il Be Steak The Grill Bar fino all’iconico Moët & Chandon Champagne Bar, unico in Italia.

La magia si ripete anche all’ombra del Cupolone con il Maio Restaurant & Rooftop, che occupa gli ultimi due piani della Rinascente in via del Tritone a Roma, dove i grandi classici della cucina romana vengono reinterpretati in chiave contemporanea, come il Raviolo alla carbonara con guanciale croccante, fave, piselli e pecorino

Con il traguardo delle 50 candeline, l’azienda torna ora a investire in un luogo del cuore della famiglia: Alagna Valsesia, sul versante meridionale del Monte Rosa. Nota per le tipiche “case Walser” in legno e pietra, negli ultimi dieci anni questo splendido borgo è diventato meta di un turismo di montagna sempre più sofisticato, fatto non solo di “struscio” nel centro del paese e vivaci après-ski, ma anche di camminate, ricerca del benessere e seconde case eleganti e sostenibili. Qui il gruppo si appresta a inaugurare tre nuove realtà. La prima è Chäisscheri, locale già esistente e da poco rilevato dall’azienda, situato alla partenza delle funivie. Pensato come punto di ristoro per sciatori, è destinato a diventare uno dei riferimenti per la movida locale.

È prevista invece per luglio l’apertura del Bisa, che in piemontese significa “aria fresca”, un bistrot aperto dall’orario della prima colazione fino a mezzanotte, con un’offerta che comprende steakhouse e pizzeria. Per finire, è in arrivo ad Alagna anche un nuovo e raffinato MAIO Restaurant, sempre progettato dallo studio di architettura di Giorgia Longoni. Dopo l’approdo nel 2025 sui campi da golf del Castello Tolcinasco Golf Club, alle porte di Milano, Alessandro e Massimo Maio puntano ora sulla montagna e sulla terra dei ricordi di famiglia come scenario per una nuova fase di crescita.

