Viene considerato il “Vino di Firenze” perché rappresenta il terroir geograficamente più prossimo al capoluogo toscano, e a conti fatti il rapporto tra la città del David e il Consorzio del Chianti Colli Fiorentini è ormai ampiamente consolidato, raggiungendo nel mese di settembre il traguardo dei 30 anni di attività.

È proprio per questo motivo che il Consorzio presieduto da Andrea Corti ha organizzato un doppio appuntamento per spegnere insieme le sue prime trenta candeline. Realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio, la degustazione esclusiva presso la Sala Borsa Merci ha visto in degustazione i vini di 16 produttori soci con prevalenza di aziende biologiche, testimoni di una crescente ricerca sulla qualità.

Questi i numeri del Consorzio, emersi anche nel corso di un saluto istituzionale alla presenza del governatore Eugenio Giani: nel 2024 sono stati rivendicati 350 ettari di superficie vitata, per una produzione annua di circa 20mila quintali di uva, dai quali sono state infine commercializzate 900mila bottiglie. La quota di export è intorno al 55-60%. La giornata è proseguita con un tour nelle aziende vitivinicole del territorio, per immergersi direttamente nell’esperienza della vendemmia attraverso degustazioni, pranzo in azienda o in spazi dedicati, visita alle cantine e altre sorprese per gli appassionati del vino.

In particolare, gli addetti ai lavori hanno visitato la Tenuta San Vito a Montelupo Fiorentino, la Fattoria San Michele a Torri a Scandicci, il Castello di Poppiano Guicciardini, l’azienda Gualandi e Marzocco di Poppiano tutte nell’omonima località, oltre all’azienda agricola Malenchini a Grassina e La Querce a Impruneta.

“Per il consorzio Chianti Colli Fiorentini 30 anni di stile e passione vuol dire perseguire costantemente il concetto di qualità nei nostri vini, affrontando le sfide che i tempi e le circostanze ci impongono” spiega il produttore nonché presidente del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, Andrea Corti. “Siamo un piccolo ma determinato gruppo di produttori che, attraverso i propri vini, parla di un territorio e della sua storia. Abbiamo dedicato a questa tradizione la nostra vita e i nostri sforzi, una generazione dopo l’altra, e adesso siamo fieri di poter condividere con tutti quello siamo diventati oggi e quello che saremo domani”.

