domenica 13 Settembre 2026
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Dal Rinascimento ai giorni nostri: così il Rosolio è tornato di moda

Dal Rinascimento a oggi, di acqua sotto i ponti – o meglio, di rosolio dentro i bicchieri – ne son passati parecchi… Eppure, il liquore tanto caro a Caterina de’ Medici sta trovando proprio nel nuovo millennio la sua eterna giovinezza

Diffuso soprattutto in Piemonte, Campania e Sicilia, dove veniva prodotto in casa e offerto agli ospiti in segno di buon augurio sin dal Cinquecento, il Rosolio nel corso del tempo si è consolidato e rinnovato attraverso svariati ingredienti, spezie e ricette: dagli agrumi al caffè, dall’anice alla menta. Ma c’è un protagonista che, se parliamo di tradizione, non può davvero mai mancare: il petalo di rosa. Vediamo, dunque, tre proposte liquoristiche che nel 2021 sono riuscite a riportare di moda sulla scena bar italiana un autentico pezzo di storia:

Rosolio di Essentiae Lunae

Il Rosolio dell’opificio Essentiae Lunae è realizzato grazie a petali di rose fresche coltivate in regime biologico a Castelnuovo Magra sui colli di Luni, nel cuore della Lunigiana, e trattati non appena colti per non perderne profumo ed essenza. I petali di rosa vengono lasciati in infusione insieme ad alcool, zucchero e stecche di vaniglia. Di colore leggermente rosato, questo rosolio ligure esprime già al naso un armonico profumo di rosa, arricchito da sottili note di vaniglia. In bocca è invece vellutato e aromatico, con un gradevole retrogusto di vaniglia. Come apprezzarlo? Soprattutto in purezza, per aiutare la digestione dopo i pasti o per accompagnare una serata in allegria tra amici.

Tessitrice D’Oro

La Tessitrice D’Oro fa parte della linea “Gli Spiriti del Castello”, una serie di spirits che trae direttamente ispirazione da personaggi realmente esistiti, che a loro volta danno vita a miti e leggende, distribuita da Italiana Liquori e Spiriti. Un vero e proprio omaggio all’Umbria, che unisce la mitologia con la liquoristica tipica del territorio. Parliamo nello specifico di un rosolio ai petali di rosa che ci parla di fedeltà, di legami, di attesa e di resistenza. Un rosolio per spiriti notturni e sognatori, come recita la sua stessa definizione, da provare sia liscio che insieme a vodka e tonica (ad esempio, nel drink “Notte Rosa”, con 4cl di Vodka, 2 tbsp di Tessitrice d’Oro e tonica a piacere).

Rosolio Doragrossa di Torino

Annoverato già nel 1712 fra le specialità liquoristiche della città di Torino, il rosolio ne divenne il vanto e come tale fu citato in svariate pubblicazioni, italiane e straniere. Nel corso del XIX secolo diventò il fiore all’occhiello di tutti i distillatori torinesi, i quali, attraverso ricettazioni sempre più complesse, mettevano in mostra la loro bravura. Una tradizione che si mantiene ancora oggi nel Rosolio Doragrossa, liquore inebriante dove spiccano le note esotiche di cannella e chiodi di garofano, così come la freschezza dell’anice e della scorza di limone. Anche in questo caso, abbiamo un prodotto valido sia da solo che in miscelazione.

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