foto di Alessandro Moggi
Che le località del Monte Argentario siano uno dei fiori all’occhiello della ristorazione costiera made in Tuscany è un dato di fatto: da oggi, però, tra lo storico stellato “Il Pellicano” di chef Michelino Gioia a Porto Ercole e il Torre d’Argento di chef Francesco Carrieri (all’interno dell’hotel Torre di Cala Piccola) c’è un nuovo nome da tenere d’occhio, tanto sul fronte della ristorazione tout court che dell’offerta ricettiva. E’ lo Scirocco, sulla terrazza panoramica dell’hotel La Roqqa, il nuovo 5 stelle con 55 camere immerso nel tessuto sociale e architettonico di Porto Ercole, a pochi passi da una delle poche spiagge sabbiose dell’Argentario, in un contesto di bellezza naturale incontaminata, nato dall’acquisizione dello storico hotel Don Pedro, ripensato in chiave contemporanea e di design.

Non a caso la filosofia gastronomica del ristorante Scirocco – e de La Roqqa nel suo complesso, che prende il nome dalla “Rocca”, la fortezza a spagnola sopra il borgo – è una conseguenza naturale della posizione incantevole di Porto Ercole: si trova su un tratto incontaminato della costa, ma gode di uno stretto legame con il suo fertile entroterra agricolo.

Non solo “dalla fattoria alla tavola”, quindi, ma anche “dalla barca alla tavola” (con pesce e frutti di mare che provengono dalle flotte pescherecce locali e dall’ecosistema della laguna di Orbetello) e persino “dal vigneto alla tavola” grazie a una carta dei vini esclusivamente toscana.

A gestire la cucina del ristorante Scirocco, così come a supervisionare il bistrot Mezzanino e l’Isolotto Beach Club, è l’executive chef marchigiano Francesco Ferretti, un passato al ristorante gourmet La Rocca della Tenuta di Castelfalfi (Firenze) prima del cambio… di consonante – dalla C alla Q, dopo 12 anni – ma mantenendo il “rispetto del ciclo delle stagioni, nel lavorare con ciò che la terra e il mare offrono e nell’approvvigionamento di cibo locale il più possibile”.

Il suo piatto signature a La Roqqa sono gli Spaghetti agli otto pomodori, realizzato con altrettante varietà in diverse consistenze: ci sono il Corbarino, il Pizzutello e il Datterino Giallo per la salsa, il San Marzano che viene prima arrostito, poi trasformato in un fondo e passato. E ancora il Camone, marinato sotto sale, il Piccadilly e il Pachino semi-canditi, per finire con la polvere di buccia di Cuore di bue.

Non solo un piatto buono, ma anche “giusto” perché realizzato con le materie prime coltivate dai ragazzi e dalle ragazze del progetto di agricoltura sociale L’Orto Giusto, una cooperativa sociale di Orbetello che dà lavoro a giovani con disabilità, aiutandoli a trovare equilibrio ed autonomia attraverso la coltivazione di frutta e verdura. Lo spaghetto è presente in carta solo quando sono disponibili i pomodori freschi, cambia sottilmente di mese in mese, quando le diverse varietà raggiungono il massimo della maturazione e si danno il cambio nel blend della salsa, come in una staffetta.

Oltre allo spaghetto agli otto pomodori, nel menù del ristorante Scirocco spiccano il riso Acquerello con gambero rosso, barbabietola, aglione e capperi (foto in alto) oppure richiami al territorio come l’Acquacotta maremmana, la tagliata di Maremmana (la “Buttera”) e soprattutto il Brodetto dell’Argentario, variante locale del cacciucco versiliese/livornese (ma senza il pomodoro) con pescato locale, ristretto di scoglio e crostoni all’aglio. Interessante tra i dessert un altro piatto signature, il “Toscanello al mare” ossia un sigaro trompe l’oeil con biscotto al cioccolato, mousse al cioccolato al latte, spuma al rum e sentore di toscanello.

Nella carta dello Scirocco a Porto Ercola non manca una serie di proposte pensate per la convivialità e la socialità “post Covid”: la carta spazia dal piatto conviviale a base di vegetali fino a quello in cui protagonista è il pescato. Testimonianze di come l’obiettivo di Francesco Ferretti non sia allestire un ristorante gourmet (anche se in fondo poi lo diventa, almeno nella sua accezione più ampia) ma una cucina non eccessivamente complessa ed elaborata, bensì accessibile e ben centrata sulla sostanza.

L’offerta gastronomica de La Roqqa non si esaurisce però con lo Scirocco e la sua vista panoramica sulla baia di Porto Ercole, ma offre cinque location eclettiche che riflettono altrettante diverse esperienze enogastronomiche. C’è il Rooftop Lounge Bar accanto, il luogo più scenografico per un cocktail creativo; spazio poi al Mezzanino, spazio elegante e conviviale dove vengono serviti drink e piatti leggeri dalla mattina alla sera. Ma soprattutto c’è l’Isolotto Beach Club (foto in alto) immerso in una macchia mediterranea di erbe e arbusti costieri: qui si passa con disinvoltura dalle crudité (26-120 euro) al grill (45-80 euro), celebrando la ricchezza naturale della Toscana sia su pesce che su carne e verdure.

Dietro il ristorante Scirocco e l’hotel La Roqqa c’è il gruppo Erqole dell’imprenditore svedese Conni Jonsson e della sua famiglia, che da anni trascorrono qui le loro vacanze estive, e hanno deciso di investire sull’ospitalità del territorio. Il loro impegno per il Monte Argentario e Porto Ercole si riflette anche in una “politica delle persone” che fin dall’inizio ha favorito le assunzioni locali. Ben il 75% dei 139 dipendenti de La Roqqa è originario di Monte Argentario o dei dintorni, molti dei quali giovani talenti felici di rientrare dopo anni di lavoro all’estero.

