giovedì 10 Settembre 2026
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Albori, la nuova etichetta che celebra i trent’anni di Collemattoni a Montalcino

Collemattoni presenta Albori 2019, il nuovo Brunello di Montalcino nato dai vigneti più alti dell’azienda

La famiglia Bucci non è certo nuova al mondo del vino. A Collemattoni, antico podere situato nel versante sud di Montalcino, si coltiva uva da generazioni, e quest’anno l’azienda festeggia la sua trentesima vendemmia di Brunello. E quale modo migliore per segnare questo traguardo se non lanciare una nuova etichetta?

Collemattoni Brunello Montalcino

Albori, il nome scelto per questo Brunello, non è casuale. Nato dalle migliori uve dei vigneti più alti, quelli che ogni mattina vedono per primi la luce del sole, Albori simboleggia l’alba e le nuove possibilità che essa porta con sé. Questo nuovo vino segna una tappa importante per Collemattoni: nei prossimi cinque anni, il Sangiovese proveniente dal vigneto recentemente acquisito sarà dedicato esclusivamente alla produzione di Albori. Anche l’etichetta racconta la sua storia, grazie al design creato da Sara Bucci, figlia dei proprietari Marcello e Francesca, che ha scelto colori che richiamano i toni caldi dell’alba, esprimendo così l’inizio di un nuovo capitolo.

Albori, dalla vigna al bicchiere

La vinificazione di Albori inizia con la rimozione dei raspi e una pressatura delicata delle uve, 100% Sangiovese come da disciplinare. La fermentazione avviene in acciaio, a temperature controllate tra 28°C e 30°C, e la macerazione sulle bucce dura circa 35-40 giorni, con rimontaggi progressivamente ridotti. Dopo la fermentazione, Albori matura per 36 mesi in botti di rovere Slavonia da 10 hl e tonneaux da 5 hl, seguiti da un lungo affinamento in bottiglia.

Collemattoni Brunello Montalcino

Ma arriviamo all’assaggio. Albori si presenta con il colore tipico di un Brunello di Montalcino 2019: rosso rubino intenso con riflessi granati, segno del suo potenziale di invecchiamento. Al naso, emergono chiaramente sentori di ciliegie e prugne, che si arricchiscono nel tempo con note più profonde di frutti neri maturi. Accenni di spezie, come pepe nero e vaniglia, insieme a sentori di cuoio e tabacco, arricchiscono il profilo aromatico senza sovrastare i profumi primari.

Collemattoni Brunello Montalcino

In bocca, il vino si rivela asciutto e ben strutturato. I tannini, pur essendo ancora giovani, si mostrano già bilanciati, promettendo un’evoluzione positiva. La persistenza è notevole, con un finale che ricorda le spezie ed una leggera mineralità che invoglia il sorso.

Storia e filosofia della famiglia Bucci a Collemattoni

Collemattoni è una piccola azienda biologica situata a sud di Montalcino, nei pressi del borgo di Sant’Angelo in Colle. Le origini della proprietà risalgono al XVII secolo, ma è nel 1939 che la famiglia Bucci entra in scena grazie ad Adon Bucci, che inizia a lavorare come mezzadro. Nel 1983, Adon riesce ad acquistare il podere dalla chiesa, avviando una gestione familiare che continua ancora oggi. Marcello Bucci, figlio di Adon, ha preso le redini dell’azienda nel 1997, dopo aver maturato esperienze in altre cantine di Montalcino.

Collemattoni Brunello Montalcino

Attualmente, l’azienda si estende su circa 13 ettari di vigneti, distribuiti in diverse zone del territorio, ognuna con caratteristiche uniche in termini di altitudine, suolo ed esposizione. Questi fattori influenzano profondamente i vini prodotti. Alcuni vigneti, come Fontelontano, piantato nel 1984, sono particolarmente rilevanti per la produzione di annate speciali come il Brunello Riserva. Altri vigneti, come Collemattoni, Sesta e Poderuccio, vantano profili diversi che consentono all’azienda di lavorare con varietà di Sangiovese su terreni argillosi, sabbiosi o di medio impasto.

Collemattoni Brunello Montalcino

Dal 2009, Collemattoni ha adottato la coltivazione biologica, evitando l’uso di prodotti chimici di sintesi e privilegiando metodi naturali, rame e zolfo. Questa scelta riflette un impegno preciso: mantenere un equilibrio con la terra, senza forzare i suoi ritmi. Anche le pratiche per la sostenibilità energetica sono un passo in questa direzione: l’80% del fabbisogno della cantina è coperto da fonti rinnovabili, grazie a un sistema di pannelli fotovoltaici e a una caldaia a biomassa. Inoltre, l’azienda ha implementato un sistema di recupero dell’acqua piovana per ridurre gli sprechi idrici.

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Francesca Luna Noce
Francesca Luna Noce
Classe 1995, Francesca Noce si laurea a Firenze in Viticoltura ed Enologia, iniziando fin da subito a lavorare come enologa nel Chianti Classico. Nel 2020 continua gli studi a Pisa in Innovazione Sostenibile in Viticoltura ed Enologia. Enologa, critica enogastronomica e insegnante fiorentina, è autrice di articoli e degustazioni legati alla divulgazione enologica in Italia e all’estero

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