domenica 25 Ottobre 2026
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L’altra Versilia: un hotel a Pietrasanta lancia l’azienda green Paradis Agricole

A Pietrasanta inizia la stagione dell'hotel Paradis, che lancia l'azienda Agricole, all'insegna della sostenibilità ambientale: il titolare Alain Cirelli svela i segreti di un'oasi naturale che dà lavoro ad oltre venti persone

C’è voluto lo sguardo attento e lungimirante dell’imprenditore italo-francese Alain Cirelli e del compagno Laurent, unita alla passione per la Versilia tout court risalente agli anni Novanta, per creare un’oasi nella campagna alle porte di Pietrasanta, là dove fino a meno di un decennio fa non esisteva che un casolare settecentesco, campi incolti, una manciata di olivi e poco più.

Oggi da ciò nasce Paradis Agricole, il progetto legato come una sorta di spin off all’hotel Paradis di Pietrasanta: Cirelli – che nella vita è stato anche cuoco, ai fornelli dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze dal ’92 al ’98 – ha realizzato un’oasi di pace, esempio di efficienza e sostenibilità ambientale, nonché una boccata d’ossigeno per l’occupazione con i suoi oltre 20 dipendenti.

Finalmente Paradis Agricole ha aperto le porte per presentare i frutti del maxi investimento di Cirelli – ben 7 milioni di euro – spalmati in 9 ettari di terreno dove convivono in simbiosi opere d’arte, animali e natura. E dove presto dovrebbe arrivare anche una vigna, lato autostrada A12, a far corredo ai 1300 alberi d’olivo e ai 300 tra pini e cipressi, oltre a 4000 piante. “Qui c’era il deserto – racconta l’architetto paesaggista francese Jean Mus – e Alain mi disse subito di voler fare qualcosa di speciale. L’idea era riprendere gli scenari più belli del mondo: la Toscana e la Provenza. Per lui è una filosofia di vita”.

Un ‘ritorno alla natura’ confermato dall’agronomo Alessandro Marino Merlo, il responsabile agricolo Filippo Francesconi e l’apicoltore Sandro Gori: a Paradis Agricole troveranno spazio anche mezzo milione di api, centinaia di animali – conigli, galline, pecore, asini, maiali ed oche – oltre a quattromila metri quadri di serre con tanto di palestra e gipsoteca, e una coltivazione biologica. E tanta sostenibilità, a partire dal risparmio energetico: all’agriturismo si usano solo 11 litri per una doccia. Paradis Agricole punta decisamente all’obiettivo del “carbon free”, con i suoi pannelli fotovoltaici da 30 kwh, e alla autosufficienza idrica con i suoi due pozzi da 300 litri al minuto.

Certificata bio come tutta l’azienda, la serra è automatizzata per la termoregolazione con un sistema di teli coibentati e con i soffitti meccanizzati al comando di una centralina elettronica. All’interno si coltivano tra 57 e 65 tipologie di ortaggi, a rotazione per rispettare i dettami del biologico, senza l’uso di zolfo o rame ma neppure di macchine invasive. Ci sono leguminose, zucchine, pomodori, crucifere (i vari tipi di cavoli, broccoli, cime di rapa, ravanelli), zucche, 7 varietà di pomodoro, bietole, sedani, melanzane, peperoni, basilico, friggitelli, insalate, spinaci, e infine due file di fragole. I cardi “gobbi”, invece, si coltivano e si raccolgono nel campo, all’aperto, dove in singolari cassoni si alleva anche l’aglione. Nella serra si lavora anche a una sperimentazione sul Limone Cedrato (o Cedro) di Pietrasanta, un agrume introdotto già dal 1600 nei giardini medicei che qui si prova a ripiantare. Poi, all’esterno si espande il frutteto con meli, peri, ciliegi, kiwi, aranci, fichi e albicocchi da cui si attinge la frutta sia per il ristorante dell’aell’agriturismo che per il Paradis in centro a Pietrasanta.

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