Qualora mancassero ulteriori conferme, quanto accaduto a Torino durante l’assegnazione dei World’s 50 Best Restaurants 2025 ha sgomberato il campo da ogni dubbio: sul tetto del mondo (gastronomico, s’intende), dopo l’ennesima prova di forza andata in scena a metà giugno al Lingotto, c’è ancora il Perù. La notizia in sé ormai la conoscono anche i sassi: il Maido a Lima è stato eletto – nella foto in basso – miglior ristorante del ranking globale The World’s 50 Best Restaurants 2025.

Ma non è un caso isolato, bensì – in buona parte, almeno – il frutto del lavoro di un unico talento ai fornelli, in grado di guidare da solo lo sviluppo culinario di un’intera nazione. Il suo nome è ben noto agli addetti ai lavori: Virgilio Martinez, classe ’77, nativo di Lima e salito agli onori delle gastro-cronache mondiali con il suo Central. In un modo o nell’altro, infatti, c’è il suo zampino anche in numerosi altri ristoranti peruviani che quest’anno hanno conquistato posizioni importanti nella prestigiosa classifica, secondo alcuni l’una guida in grado di far concorrenza alla Michelin.

Se non è automatico assegnare a Martinez il merito che il Perù conti oggi ben cinque ristoranti nei primi 100 al mondo, è invece un dato di fatto oggettivo l’ascesa costante della gastronomia peruviana sulla scena internazionale. A trionfare alla cerimonia andata in scena al Lingotto di Torino è stato il locale guidato dallo chef Mitsuharu “Micha” Tsumura: riferimento assoluto della cucina nikkei – espressione culinaria nata dall’incontro tra la tradizione gastronomica giapponese e l’intensità dei prodotti peruviani – Tsumura è, insieme allo stesso Martinez e a Gastón Acurio, tra gli ambasciatori della Nueva Cocina Peruana.

Se Tsumura è arrivato visibilmente emozionato all’appuntamento con la vetta dei 50 Best Restaurants 2025, non va dimenticato che il riconoscimento torinese corona un percorso iniziato nel 2009: dopo il quinto posto nel 2024 e il titolo di miglior ristorante dell’America Latina ottenuto nel 2017, 2018, 2019 e 2023, il Maido ha finalmente raggiunto il vertice assoluto della ristorazione mondiale. Il ristorante propone un’esperienza gastronomica che unisce rigore tecnico e creatività, raffinatezza e identità. Il menu, disponibile sia alla carta che come degustazione, è a tutti gli effetti un viaggio complesso tra sapori, precisione tecnica e creatività, capace di raccontare l’anima ibrida del Perù contemporaneo, a cavallo tra il patrimonio cultural-gastronomico costiero, amazzonico e andino. Tra i piatti emblematici della cucina di Maido troviamo il Lomo Saltado in versione teppanyaki, che reinterpreta uno dei classici peruviani attraverso la lente della cucina giapponese, mentre il Ceviche Nikkei con leche de tigre e brodo dashi racconta l’incontro tra consuetudine peruviana e delicatezza umami di foggia orientale.

Eppure, come detto, Virgilio Martinez guida l’exploit culinario del Perù: al nono posto della classifica si è piazzato Kjolle, guidato dalla chef Pía León, moglie proprio di Martínez oltre che Miglior chef donna del mondo nel 2021 e leader nel promuovere le donne nella gastronomia e nell’esplorazione delle origini indigene del cibo. Nei suoi menù il Kjolle valorizza la biodiversità del Perù attraverso l’uso di ingredienti provenienti da ecosistemi differenti del Paese. Basti pensare al nome stesso del locale, che richiama una pianta andina, ma anche all’uso generoso di mais morado, tuberi andini e frutti della foresta amazzonica.

Al 26° posto si è collocato invece Mérito, dello chef Juan Luis Martínez, a lungo braccio destro di Virgilio Martínez al Central, uno dei più rinomati al mondo: il ristorante si trova nello stesso quartiere del Kjolle, ossia Barranco, ma rispetto al precedente rappresenta un punto d’incontro tra le radici venezuelane dello chef e la ricchissima biodiversità gastronomica peruviana. Tra i suoi piatti iconici, l’Arepita de chicharrón (una “arepa”, piccola focaccia tonda, con maiale croccante) e il ceviche con approccio non convenzionale, talvolta affumicato o servito in consistenze nuove.

Tutti e due i ristoranti – proprio come Maido – hanno sede a Lima, ormai riconosciuta a livello internazionale come capitale enogastronomica del Sud America, a conferma del suo ruolo cruciale tra le destinazioni culinarie più influenti e vivaci al mondo. Infine, nel ranking di quest’anno ha trovato posto il MIL, guidato ancora una volta dallo chef Virgilio Martínez – padre nobile della cucina peruviana contemporanea – e situato nella regione di Cusco, vicino al sito archeologico di Moray, che si è classificato in 75° posizione. Non un semplice ristorante, ma un esperimento culturale, agricolo e gastronomico che nasce a 3.680 metri di altitudine, vicino alle rovine nella Valle Sacra degli Incas. Se Central è il cuore pulsante della visione di Virgilio Martínez, MIL è la sua anima alta, remota, poetica, profondamente legata alla terra.

Ad oggi, il Perù può vantare due ristoranti che hanno conquistato il primo posto in questa rinomata graduatoria: nel 2023, infatti, il Central, sempre con Virgilio Martínez al timone, era stato eletto miglior ristorante al mondo. L’ultimo riconoscimento al Maido conferma così l’ascesa costante della gastronomia peruviana sulla scena internazionale. Sembrano quasi dettagli, a questo punto, che nel 2024, per la dodicesima volta il Perù sia stato incoronato Miglior destinazione culinaria al mondo ai World Travel Awards, oltre a essere premiato come Migliore destinazione culinaria dell’America Latina. Lima, infine, si è affermata con lo stesso riconoscimento anche ai World Culinary Awards 2024, consolidando la sua leadership anche come capitale gastronomica.

