Roma è da sempre considerata un salotto per artisti e intellettuali e ancora oggi annovera strutture che custodiscono quello sfarzo e quel prestigio che hanno richiamato nelle varie epoche personaggi di grande rilievo. L’hotel Locarno, celebre per aver ospitato figure del calibro di Federico Fellini e Wes Anderson, è sicuramente una di queste. Oggi dopo 100 anni di attività di successo celebra questo importante traguardo con una chicca speciale.

In un mondo in cui i fari mediatici sono sempre elevati, l’hotel Locarno si differenzia per la sua riservatezza e un contesto più intimo rispetto la media. Una scelta inusuale, soprattutto in un periodo in cui la comunicazione è fondamentale, ma che gli permette di mantenere il prestigio e l’atmosfera di un tempo, incarnando l’eleganza degli anni ‘20 con arredi e dettagli architettonici contemporanei perfettamente restaurati.

Un restauro avvenuto negli anni ’70 e fortemente voluto dall’iconica proprietaria Maria Teresa Celli, da sempre appassionata di arte. Si può forse considerare come una delle figure pioneristiche degli attuali “Boutique Hotel”, quando ancora non venivano così definiti.
Il “Grande Dame” di Nicholas Pinna
Da quando il bar manager Nicholas Pinna è arrivato dietro al bancone dell’hotel Locarno, dove gli è stata data carta bianca per la gestione del cocktail bar, è sempre riuscito a trasportare i propri viaggi e le proprie esperienze all’interno dei signature cocktail da lui pensati e che oggi fanno parte dei best seller della drink list. Tornato a Roma dopo esperienze a Londra, Barcellona e Parigi, Nicholas ha inizio a scrivere parte della storia degli ultimi 15 anni dell’Hotel Locano. Un tassello di questa storia lo ha scritto anche in occasione dell’anniversario dei 100 anni di attività attraverso il Grande Dame, un cocktail che racconta Roma e il Locarnoattraverso una combinazione raffinata di note floreali, accenti fruttati e una delicata effervescenza, composta da champagne, gin, alloro, limone, polvere di visciole e profumo di glicine. “Da tempo sapevo che sarebbe arrivato il momento di confrontarmi con questo anniversario – racconta Nicholas – ma ho scelto di non pensarci finché non fosse giunto il momento giusto. Quando è arrivato, il drink è nato quasi da sé, come sintesi dei sapori che amo e che rappresentano il mio lavoro qui”.
Prosegue raccontando che per questo cocktail celebrativo aveva pensato a elementi che lo caratterizzavano, partendo dalla scelta di un French 75, un ricordo che gli evoca i momenti passati all’Harry’s Bar di Parigi, passando ad uno champagne e al glicine, un profumo che ricorda il giardino dell’Hotel Locarno. Ha poi chiuso il cerchio con un sapore che incontrasse Roma, la torta di ricotta e visciole, prendendo così l’aroma di questo frutto, legandolo all’alloro, considerato simbolo della romanità e della classicità. Il risultato finale è un bouquet di sapori complessi che ben si legano tra loro e con le illustrazioni di una giovane artista che fa parte dello staff dell’hotel, riportati su dei segnalibri che accompagnano il drink.

