Arrivati a metà luglio, l’appuntamento con 50TopPizza – una delle due più autorevoli classifiche nazionali in tema di pizza, insieme a quella del Gambero Rosso – diventa croce e delizia di un’intera categoria: la croce di chi ha perso qualche posizione e la delizia di chi invece è riuscito a scalare qualche gradino. E se è vero che la graduatoria ideata dai giornalisti Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere rappresenta oggi il “termometro” dell’arte bianca nel nostro Paese, lo è altrettanto che le “fluttuazioni” da un anno all’altro sono sempre destinate a far discutere. Soprattutto i pizzaioli stessi, però, dal momento che – diciamocelo, dai – tanto la clientela quanto la critica non sempre orientano le proprie scelte in base a un punto in più o in meno.

Ma com’è andata, quest’anno? Beh, sorridono sette nomi toscani, che anche l’anno scorso avevano fatto registrare un trend positivo: sale di una posizione Massimo Giovannini (Apogeo) da Pietrasanta (Lucca), che entra nella top20 in 19° piazza. Grande exploit per Manuel Maiorano de La Fenice di Pistoia, che fa un balzo – il secondo consecutivo, dopo quello dell’anno scorso che lo portò dall’84° alla 30° piazza – e arriva in 21° posizione.

Due posizioni guadagnate per altri due pizzaioli di lungo corso toscani: Giovanni Santarpia (Santarpia) di Firenze rosicchia due punti e passa dal 34° al 32° posto, così come Pierluigi Police di O’ Scugnizzo di Arezzo, che sale da 32° a 30° pizzeria della graduatoria.

Continua inoltre la scalata di Giotto, con Marco Manzi che ottiene la 49° piazza (la stessa del 2022, mentre era 62° nel 2024 e 59° nel 2023) e guadagna 12 posizioni rispetto all’anno precedente; allo stesso modo, sempre a Firenze, Il Vecchio e il Mare si classifica 48° con tre posizioni scalate rispetto all’anno scorso, quando concluse 51°. Una new entry invece per la Toscana: una entrata in classifica per il rotto della cuffia – Jonathan Trombini con Gli Allocchi a Marradi (Firenze), in 100° posizione.

A livello generale, la Toscana perde il podio di terza regione più rappresentata (da sottolineare l’exploit della Sicilia, mentre Campania e Lazio continuano a farla da padrona). La regione guadagna due pizzerie, come detto, ma ne perde almeno quattro, da Chicco Colle (era 59°) che ha perso la mano di Stefano Canosci, a Gennaro Battiloro alla Querceta (era 66°) fino a Romualdo Rizzuti (era 73°) che ha interrotto la collaborazione con il Mercato Centrale per accasarsi a Villa Vittoria, e così via. Tutti coloro che restano in 50Top migliorano il piazzamento, comuqnue. Non entra in lista Mario Cipriano, pur essendo stato 51° l’anno scorso con Il Vecchio e il Mare, che probabilmente ha aperto da troppo poco tempo. Stesso discorso per Rizzuti. Anche quest’anno non possono che colpire le “montagne russe” di cui sono stati protagonisti, loro malgrado, diversi nomi dell’arte bianca in Toscana. Restano fuori altri nomi importanti – da Tommaso Vatti (La Pergola) a Tommaso Mazzei (Lo Spela) – pur rappresentando da anni nomi illustri del mondo della pizza. Ma, si sa, questo è il bello (o il brutto, dipende dal punto di vista) delle guide. Ciò che conta davvero, comunque, è sempre il bilancio alla fine del mese.

