domenica 25 Ottobre 2026
HomeRistorantiLago di Caldaro,...

Lago di Caldaro, al Seeleiten la cucina territoriale di Erduan Redjepi

Al Seeleiten Spa Hotel sul lago di Caldaro, in Alto Adige, il giovane chef macedone Erduan Redjepi (1997) esprime una cucina fortemente legata al territorio

L’assonanza fonetica non manca, considerato che c’è solo una consonante a separare il cognome del guru René Redzepi e lo chef Erduan Redjepi. Ma se il primo si è goduto fino alla fine dell’anno scorso la soddisfazione di guidare uno dei ristoranti più premiati al mondo – il Noma a Copenaghen, oggi chiuso in attesa di venire ripensato in un prossimo futuro – il secondo si gode il clima del lago di Caldaro, in Alto Adige, nella cucina del Seeleiten Lake & Spa Hotel, cinque stelle luxury di proprietà della famiglia Moser.

Qui, lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige e all’interno di una struttura che la famiglia (titolare anche della tenuta vinicola Moser, gioiello enologico tra montagne, colline e specchi d’acqua) ha declinato in un’offerta completa, perfetta per ogni target – coppie e famiglie – lo chef classe 1997 ha creato un ristorante diverso dal mainstream. Non solo tradizione e adesione al territorio, ma nemmeno un fine dining “estremo” né una cucina troppo d’avanguardia o sperimentale.

Il ristorante del Seeleiten Lake Spa Hotel propone invece una cucina raffinata, con piatti ispirati ai sapori altoatesini – una volta a settimana il 95% delle materie prime arriva dalle zone circostanti, ed è frutto di un lavoro di ricerca dei fornitori portato avanti sin dall’inizio dallo chef, mentre nel menù quotidiano la stessa quota è relativa agli ingredienti made in Italy – ma rivisitati con un tocco contemporaneo.

La cucina di Erduan Redjepi fa quindi largo uso di prodotti biologici e stagionali, e offre piatti tipici come i canederli, dolci artigianali come lo Strudel o la Sacher, nonché serate dedicate agli asparagi altoatesini o le esperienze Törggelen, che celebrano la tradizione autunnale.

Prima di guidare il ristorante del Seeleiten come chef, Erduan Redjepi si è fatto le ossa nella cucina della struttura, e oggi è affiancato da un team giovane e affiatato con il quale studia nuovi piatti da inserire in carta, sempre partendo da un rigoroso approccio territoriale, prendendo ispirazione dalla natura e attingendo ai prodotti della zona, grazie a una serie di fornitori del territorio.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

Al ristorante Anastasia, nella storica Pagoda Arrighi, i giovani chef Alessandro Sardelli e Cristian Garofalo riscoprono il ricettario del 1891 e lo reinterpretano in una grande carta che mette al centro gusto, convivialità e libertà di scelta.

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...