Tra le vette rosate del Catinaccio, nel cuore dell’Alto Adige, il Cyprianerhof Dolomit Resort non è solo una destinazione pensata per chi cerca natura e benessere, ma anche come tempio del gusto, dove la cucina gioca un ruolo da protagonista assoluta. Più che un semplice resort, infatti, è un rifugio per l’anima e per il palato. Al punto che la proprietà – dal 1962 legata alla famiglia Damian – ha puntato sul concetto di “Cultura Dolomiti” incentrata su diversi piloni, non ultimo quello gastronomico.

La prima cosa che colpisce al Cyprianerhof è la location in sé: affacciata su uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti, la sala ristorante è un’ode al legno naturale, alla luce e alla tranquillità tipicamente altoatesina. Ma è nel piatto che la montagna si fa racconto, con una cucina che fonde tradizione locale e raffinatezza mediterranea, sotto la guida non di un singolo chef ma di ben 4 personaggi che firmano i piatti con equilibrio e identità. Una sinfonia a otto mani, insomma.

Se la struttura era nata a suo tempo proprio come ristorante, con la signora Ingebor ai fornelli che proponeva una cucina di piatti tradizionali altoatesini e salisburghesi, col tempo – grazie all’ingresso del figlio Martin nel business di famiglia – alla parte culinaria in sé si sono aggiunte 12 camere e, nel corso di interventi successivi (2009 e 2015), sono state sviluppate anche la parte wellness (importante, ma non preponderante) e quella ristorativa in chiave gourmet.
La cucina del Cyprianerhof

Come detto, il ristorante del Cyprianerhof con vista sul Catinaccio è una sorta di teatro culinario in cui quattro chef – due uomini e due donne – collaborano a un’unica visione: celebrare il territorio con creatività ed equilibrio.

Insieme alla chef tout court, Monika Damian, agiscono infatti Marion Mahlknecht (pastry chef), Alessandro Plotegher (secondi) e Alessandro Salvador (primi), che lavorano in sinergia per comporre menù in continua evoluzione, attenti a ridurre gli sprechi e a valorizzare ogni ingrediente, dalle erbe alpine ai prodotti di malga.

Ogni sera, gli ospiti sono guidati in un viaggio di quattro portate, con almeno due opzioni — tra cui una proposta vegetariana e una ricetta della tradizione. La componente “Quattro in cucina” assicura piatti ben cadenzati, equilibrati e profondamente legati al ciclo delle stagioni. Il cuore pulsante della cucina è l’autenticità: i prodotti provengono da fornitori locali, agricoltori ed allevatori della zona, e si predilige l’utilizzo integrale dell’alimento e le porzioni piccole, eliminando gli scarti. Una filosofia che guarda tanto alla qualità quanto al rispetto per l’ambiente.

Riservato agli ospiti dell’hotel, con i suoi 200 coperti il ristorante del Cyprianerhof accompagna i piatti con una selezione di circa 400 vini, in gran parte altoatesini, con incursioni nazionali e internazionali. La sommelier Silvia Bertoncello cura abbinamenti dedicati e propone degustazioni guidate settimanali della cantina, autentico scrigno d’enologia.

Un ultimo cenno merita l’attenzione del Cyprianerhof al mondo culturale, grazie al lavoro di Diego, il compagno di Michael Damian: di origini sudamericane e di formazione da cantante lirico, è stato lui a creare iniziative periodiche sia legate alla cucina – in primis il community table settimanale nella sala biblioteca – sia alla cultura, con concerti che rallegrano il soggiorno di una clientela per il 50% di lingua tedesca e per il 20% italiana.

