domenica 25 Ottobre 2026
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Tratto porta la firma di Trattoria Contemporanea nel cuore del W Florence

Nuovo bistrot all'interno del W Florence, "Tratto” è l’anima più pop della stellata Trattoria Contemporanea, a Lomazzo: non gli stessi piatti ma la medesima energia, con un tono più leggero e conviviale. Un nuovo luogo del cibo all'interno dell'hotel del gruppo Marriott che conferma Firenze come cartina al tornasole di nuovi modi di vivere la ristorazione contemporanea.

Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla strada che la ristorazione d’hotel sta intraprendendo, l’apertura di Tratto a Firenze – il nuovo bistrot all’interno dell’hotel del gruppo Marriott, versione pop della stellata Trattoria Contemporanea a Lomazzo (Como) – non fa che confermare il capoluogo toscano come cartina al tornasole di nuove modalità di interpretare la ristorazione contemporanea.

Parole chiave come convivialità e identità sono alla base di questo format di casual dining che approda nel cuore di Firenze, all’interno del W Florence, l’hotel inaugurato quest’estate che unisce design, energia e spirito cosmopolita. Un progetto che porta con sé la filosofia del gruppo comasco – oltre allo sharing, ci sono ricerca e libertà creativa – e la traduce in un linguaggio più pop e accessibile, pensato per una città in continuo fermento.

Articolato in 4 spazi (ristorante principale, W Lounge, cortile interno e room service) Tratto è un luogo dove la cucina dialoga con l’atmosfera, tra contaminazioni internazionali e radici italiane. La firma è quella del collettivo di chef e maître di Trattoria Contemporanea, una squadra giovane che porta a Firenze la stessa energia che ha conquistato la Brianza. “Da Tratto vogliamo raccontare una cucina golosa, italiana e conviviale – spiegano Andrea Noto e Christian Malatacca – che unisce le persone e fa stare bene”.

Il loro obiettivo è portare la visione di Trattoria Contemporanea oltre i confini del fine dining, in un contesto più informale ma altrettanto curato, in un contesto che fonde il fascino retrò degli anni ’70 – forme geometriche, luci calde e colori decisi – con un’estetica contemporanea, per costruire un dialogo costante tra passato e presente. Particolarmente simpatici i piatti in sé, impreziositi da disegni o frasi in linea col locale.

Il menù si articola in antipasti (18-24 euro) tra cui il carpaccio di manzo speziato con salsa al pepe e fondo di cottura (foto in alto), Pesce spada con yogurt e rucola o Spedino di calamaro alla brace e maionese all’nduja, seguiti dai primi (20-26 euro) che oscillano dal Riso Carnaroli con salsa di pomodoro, origano e stracciatella ai Tagliolini all’uovo con salsa al limone, basilico, burro e parmigiano, dai Pici alla genovese – interessanti, ma era così necessario il coulis di lampone? – fino alla pasta mista con patate, cozze e caciocavallo podolico.

Al posto dei secondi ecco il carrello dei dolci (12 euro), che in realtà propone una selezione a tre: il tiramisù al cucchiaio – ormai quasi l’equivalente del piccione nel fine dining, ossia feticcio di ogni menù vocato all’informalità – il salame al cioccolato, più gelato o sorbetto.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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