Dopo oltre vent’anni di attività, il ristorante Golden View di Firenze abbasserà le serrande per l’ultima volta domenica 2 novembre. Situato in via de’ Bardi, con la sua vista mozzafiato sul Ponte Vecchio e sull’Arno, il locale di Tommaso Grasso e Sara Taccetti era uno di quei locali capaci di coniugare cucina, atmosfera e panorama in un equilibrio raro. Nel corso degli anni è diventato una tappa fissa per turisti internazionali, ma anche per fiorentini in cerca di un luogo speciale dove cenare con vista, anche grazie a una cantina davvero di altissima qualità, costruita con passione e rigore dal sommelier Paolo Miano.

La notizia della chiusura è arrivata dagli stessi titolari, e ha colto di sorpresa molti habitué: chi per un anniversario, chi per un pranzo di lavoro o un aperitivo con vista, in tanti hanno un ricordo legato a quel salone dalle grandi vetrate che incorniciavano il Ponte Vecchio come un quadro. Nato nei primi Duemila, il Golden View aveva saputo costruirsi un’identità precisa: una cucina toscana contemporanea – negli ultimi anni affidata al talento dello chef campano Andrea Candito – con incursioni nella tradizione partenopea e grande attenzione al pescato, senza mai perdere di vista il pubblico internazionale che rappresentava una parte consistente della clientela.

“Desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine – spiegano i titolari – per tutti questi anni di collaborazione e di sostegno alla nostra attività di ristorazione del Golden View. A nome nostro e di tutto lo staff, vi informiamo che il ristorante chiuderà definitivamente a partire dal 3 novembre 2025. Cogliamo l’occasione per ricordavi che continueremo a mantenere gli elevati standard di qualità che ci hanno contraddistinto nel corso degli anni con la Forneria e che presto ci saranno novità riguardanti le nostre attività in Casa Grasso Taccetti“. Con la chiusura del Golden View, Firenze perde non solo un ristorante panoramico, ma anche un pezzo di quella ristorazione elegante ma accessibile che negli anni Duemila aveva segnato la rinascita gastronomica del centro. Un locale capace di far convivere l’estetica da cartolina con una proposta solida e curata. Resta l’immagine più iconica: la luce dorata del tramonto che filtra dalle vetrate e si riflette nei calici, col Ponte Vecchio sullo sfondo.

