martedì 27 Ottobre 2026
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Ora è ufficiale: la cucina italiana è patrimonio immateriale UNESCO

L'ufficialità è finalmente arrivata: la cucina italiana è patrimonio immateriale dell'Umanità UNESCO. La decisione presa a New Delhi

La notizia è di pochi minuti fa: l’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come “patrimonio culturale immateriale” dell’umanità, con tutto ciò che ne deriva: diverse associazioni di categoria ritengono infatti che questo riconoscimento formale della cucina popolare darà impulso al turismo. La decisione è emersa nel corso della 20° sessione del Patrimonio Culturale Immateriale (ICH) che si sta tenendo nella capitale indiana New Delhi. Oltre alla cucina italiana, tra le recenti aggiunte all’elenco figurano la festa indù di Diwali e le sue tradizioni, e la cultura delle piscine in Islanda.

La candidatura aveva già ottenuto una valutazione tecnica positiva ed era entrata nella fase finale del processo. Il risultato ufficiale verrà comunicato stasera a Roma nel corso di una cerimonia presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium della Musica, ed è stato preceduto da un’iniziativa di teasing social promossa dal MASAF insieme al Ministero della Cultura per accompagnare la candidatura della Cucina Italiana a patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO.

È la prima volta che una cucina nazionale nella sua interezza, anziché una singola tradizione o ricetta, ottiene lo status di patrimonio mondiale dell’umanità. Il comitato ha affermato che la cucina italiana è una “combinazione culturale e sociale di tradizioni culinarie” e “un modo per prendersi cura di sé e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la propria storia e descrivere il mondo che le circonda“.

La decisione di ammettere la candidatura, che figurava tra le 60 provenienti da 56 Paesi in fase di valutazione, è stata accolta da un lungo applauso nella sala dove si è riunita la commissione. “È un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi a tavola“, ha affermato l’UNESCO, secondo cui “la pratica affonda le sue radici in ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, competenze e ricordi attraverso le generazioni. È un mezzo per entrare in contatto con la famiglia e la comunità, sia a casa, a scuola o attraverso feste, cerimonie e incontri sociali. Persone di ogni età e genere partecipano, scambiandosi ricette, suggerimenti e storie, con i nonni che spesso tramandano i piatti tradizionali ai nipoti. Le conoscenze e le competenze relative all’elemento vengono trasmesse sia informalmente all’interno delle famiglie che formalmente nelle scuole e nelle università. Oltre alla cucina, i praticanti vedono l’elemento come un modo per prendersi cura di sé e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali“.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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