L’ufficializzazione al 19° Taste della partnership tra Coldiretti e il Forchettiere Awards – con la nostra testata che introduce un riconoscimento per valorizzare la migliore cucina rurale regionale in partnership con Terranostra – ha coinciso con l’annuncio dei premi speciali assegnati come ogni anno motu proprio dalla redazione del Forchettiere ad altrettanti personaggi del mondo food: chef, bartender, pizzaioli e comunicatori.

Ecco i sette Premi Speciali del Forchettiere Awards Toscana 2026:
Chef, bartender, pizzaioli e comunicatori: in attesa che lunedì 13 aprile vada in scena il momento clou dei Forchettiere Awards Toscana 2026 – il premio che ogni anno viene assegnato ai migliori rappresentanti della ristorazione nel panorama regionale e cittadino – la 19° edizione del Taste fornisce l’occasione per anticipare i nomi dei vincitori dei premi speciali assegnati motu proprio dalla redazione della nostra testata. Mentre in aprile verranno consegnati i trofei ai vincitori della giuria tecnica e popolare delle 16 categorie in gara, infatti, già a febbraio possiamo rendere noti i nomi di alcuni dei protagonisti.

– Piatto dell’anno: le Tagliatelle al cinghiale dello chef giapponese Takahiko Kondo (Gucci Osteria da Massimo Bottura). Brillante la sua intuizione di servire all’interno del suo primo menù “Viaggio in Toscana” una pappardella fatta in casa accompagnata da una polvere di arancia bruciata e un fondo bruno di ossa di cinghiale. Quasi un cinghiale “scappato” – ‘scapao’ direbbero in Veneto – il cui risultato è un piatto dal sapore incredibilmente avvolgente.

– Ristorante Green dell’anno: Il Cerreto Bio (Pomarance, Pisa) guidato dalla chef Maria Probst insieme ad Assunta Pandolfi, che unisce alta cucina e sostenibilità reale: utilizza quasi esclusivamente materie prime biologiche e biodinamiche, privilegia filiere corte e produttori etici, riduce al minimo gli sprechi con una gestione circolare della cucina e adotta pratiche energetiche responsabili. Ogni piatto è espressione di rispetto per la terra, le stagioni e le persone, dimostrando che eccellenza gastronomica e responsabilità possono convivere armoniosamente.

– Premio alla carriera: il bartender fiorentino Luca Picchi, per aver dedicato tutta la vita professionale alla valorizzazione del Negroni, trasformandolo da cocktail storico a icona internazionale del bere italiano. Con rigore, passione e competenza ne ha studiato le origini, codificato le ricette, diffuso la cultura nel mondo, formando generazioni di bartender e contribuendo in modo decisivo a preservare e innovare una parte fondamentale del nostro patrimonio.

– Cocktail dell’anno: “First reaction shock” di Matteo Zed (1564 Lounge Bar). La prima reazione di shock è per la presentazione, la seconda per il gusto. First Reaction Shock si rivela prima come oggetto scenico, attraversato da un’affumicatura intensa, poi come cocktail dalla struttura precisa. Broakman’s Gin, rosmarino, litchi e limone costruiscono un profilo teso e aromatico, su cui il Rosé Champagne innesta una vibrazione secca e luminosa. Il drink, parte della cocktail list ispirata ai Tredici misteri fiorentini firmata da Matteo Zed per Il 1564 Lounge Bar del The James Suite Hotel, si ispira alla targa in piazza della Signoria che ricorda il rogo di Savonarola.

– Pizza dell’anno: la piciaccia toscana con un topping di “bordatino” livornese, di Gabriele Dani (Bottega Dani, Cecina LI). Se ormai già da qualche anno il maestro lievitista dell’hinterland livornese aveva introdotto stabilmente nel suo menù la piciaccia – una versione della focaccia toscana con ingredienti rigorosamente territoriali – la più recente evoluzione di questo prodotto è la variante con il “bordatino”, un antico piatto tipico labronico a base di acqua di cottura di fagioli, polenta e cavolo nero. In passato veniva consumato a bordo delle navi di rientro al porto, e ancora oggi è tra i simboli della cucina povera livornese. Nella versione di Dani, viene adagiato sulla piciaccia, cotto al forno e finito con pecorino cecinese grattato.

– Personaggio dell’anno: lo chef, divulgatore e scrittore Guido Mori. Docente, divulgatore e tecnologo alimentare, ha formato generazioni di professionisti tra università, scuole di alta formazione e grandi istituzioni del food. Nel 2025 ha pubblicato un libro – Questa è cucina, (ed. Gribaudo) – che ha dato un apporto decisivo alla divulgazione corretta delle tecniche e delle prassi della cucina italiana, contribuendo a chiarire un dibattito poi culminato nel riconoscimento UNESCO. Parallelamente, si è distinto per una rigorosa battaglia pubblica contro la superficialità e la disinformazione del food online, restituendo alla cucina il valore del sapere, del metodo e del pensiero critico.

– One to Watch: il premio va ex aequo a An Soohyun (Akira Back) e Ivan De Simone (Testina). Coreana d’origine e canadese d’adozione, An si è da subito specializzata nella cucina italiana: dopo aver studiato ad Alma, è tornata in Canada lavorando da Akira Back Toronto prima di diventare chef de cuisine in un ristorante italiano. Il suo arrivo a Firenze rappresenta così la chiusura del cerchio. In quanto a Ivan De Simone, il suo approccio tecnico e trasversale tra ispirazione partenopea e contaminazioni nordeuropee lo ha portato all’attenzione degli addetti ai lavori, che hanno apprezzato tanto il rispetto della materia prima quanto il ruolo da ‘oste’ a cavallo tra cucina e sala.

