venerdì 11 Settembre 2026
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Gin artigianale, il tour su tre ruote che racconta produttori e botaniche

Dai distillati a km zero alle degustazioni esperienziali, il progetto Rosmarino guida alla scoperta di una scena in forte crescita

Quest’estate il tour tra i gin d’autore toscani si fa a bordo di un’Ape! È il progetto Rosmarino di Roberta Pace, che porta su e giù per la Toscana la sua passione per la mixologia e l’erboristica spostandosi su tre ruote. “Il mio progetto ha un’anima gipsy come me – racconta Roberta – Ho messo su ruote quello che mi piace fare: girare e creare relazioni, come quelle con i produttori che inserisco nella mia selezione. La mia AperiApe è come un antico carretto da speziale: promuove un bere consapevole e artigianale, privilegiando produttori che coltivano e distillano le proprie botaniche”.

Una formazione da naturopata, Roberta approda in Toscana dopo aver lasciato un lavoro nel reparto erboristeria di una farmacia di Milano. Il suo progetto unisce (anzi miscela) le conoscenze botaniche con l’arte dei distillati artigianali. La trovi a mercatini ed eventi, organizza degustazioni con abbinamenti culinari e aperitivi “alchemici”, dove crea drink su misura a seconda del responso di carte sciamaniche. E mentre prepara cocktail deliziosi, ti incanta con il racconto delle storie di chi produce quei gin.

Come quella di Robert, un ex comandante di yacht americano, che si è fermato a Livorno per amore di Cinzia. Insieme hanno aperto Stillin, una mini realtà artigianale dove sperimentano una doppia distillazione: prima prima con botaniche essiccate, poi fresche. Robert organizza anche tour con esperienze di distillazione guidata, durante le quali puoi creare il tuo gin a partire da una selezione di spezie ed erbe. Stillin produce due gin molto diversi tra loro. C’è il Biggins, un mediterranean dry gin con cardamomo e rosmarino fresco e il Baci Rubati, un pink gin sorprendente con ibisco, cardamomo, vaniglia e cacao distillati da bacche fresche: “È particolarissimo – commenta Roberta – a partire dal colore rosa e dalla bottiglia decorata con mongolfiere vintage”.

Oppure Fabio, che nella sua distilleria Elettrico in via dell’Antimonio a Livorno, famosa per il suo pluripremiato Bitter Amaranto, produce due gin: il Ginerator Navy, un potente gin navy strength da 58° affinato in anfora di terracotta, e l’Elektro, di colore giallo elettrico, il primo gin italiano allo zafferano: “È un gin secco e pulito, lascia nel naso e nel palato il profumo dello zafferano”. I distillati a km zero di Elettrico si possono gustare nell’omonimo locale in via Mastacchi 39 a Livorno, dove una drink list in continua evoluzione propone cocktail dalle ricette originali.

O ancora gli Spiriti del bosco di Volterra, etichetta che produce il Gin Toscano seguendo un antico ricettario farmaceutico di metà 700. “È un gin deciso, io lo definisco spietato – racconta Roberta – è il contrario del gin facile da bere che va di moda di adesso. Senti il ginepro pulito insieme a salvia e alloro, ci sono anche note di elicriso, pepe nero e coriandolo”.

Il gin toscano ha un’identità peculiare? “Credo che il tratto distintivo sia il ginepro toscano – commenta Roberta – che di per sé è un’eccellenza. Tuttavia, anche altre botaniche tipiche del territorio, come il rosmarino e l’ulivo, contribuiscono a definirne il carattere. Sono probabilmente questi elementi a delineare l’identità toscana del gin”. L’ulivo, ad esempio, è protagonista nel gin Holearium, prodotto nella campagna pisana da Chiara, che utilizza le foglie degli ulivi della sua azienda agricola olearia: “È leggermente sapido e lascia un retrogusto al palato, come se si stesse degustando olio”. L’Holearium è anche alla base di uno dei cocktail ideati da Roberta, il Mediterraneo, preparato con basilico, pomodori pachino e, appunto, gin Holearium.

Le foglie di ulivo sono protagoniste anche del gin firmato da Gin’s, progetto creato da Gabriele e Riccardo con sede a Cecina (LI). Qui si uniscono a bacche di cipresso, rosmarino, timo, maggiorana e scorze di limone e arancio dolce. Il cuore del loro lavoro resta però il dialogo tra ulivo e cipresso, aromi che evocano immediatamente i paesaggi della costa toscana, come il celebre viale alberato che conduce a Bolgheri. A completare l’identità del brand, le originali etichette d’autore che ritraggono i loro cani.

Tra le botaniche più inaspettate troviamo invece il melone nel gin maremmano Equus, fratello del più noto Amaro del buttero, con rosmarino, mirto, melone maremmano e acqua di mare, la vaniglia e il cacao di Baci Rubati e il cardamomo, botanica presente sia nel Biggins che nel Ginerator.

“Quella della mia gintoscaneria è una piccola selezione che sicuramente non è esaustiva di tutte le eccellenze toscane del gin – sottolinea Roberta – ma è una scelta personalissima: prediligo realtà piccole e piccolissime che hanno una storia da raccontare. La selezione è variabile, alcune etichette possono tornare a rotazione e altre nuove scoperte potrebbero salire a bordo del drink truck”.

Il primo amore è stato quello con Arcipelago, un london dry gin di sole botaniche provenienti dalle isole dell’arcipelago toscano, come i limoni dell’Elba, l’elicriso di Capraia e poi basilico, arancio, timo. Prodotto da Giovanni Guiducci, della storica distilleria di Ponsacco, Arcipelago è alla base del signature cocktail del progetto di Roberta:“Si chiama ovviamente Rosmarino ed è una rielaborazione del famoso John Collins con gin Arcipelago, rosmarino, angostura, sciroppo di sambuco, limone e tonica.

Tra gli altri gin selezionati troviamo il Gin Tosco di Mr. Liquor, un gin botanico venduto in fiasco prodotto con elicriso spontaneo della Versilia e con un metodo produttivo particolare, a metà tra una distillazione e una percolazione. E infine il Du.it: un london dry con una spiccata nota al limone prodotto da Distilleria Urbana Firenze con pochissime botaniche: ginepro, coriandolo e radice di Angelica.

“Con il gin artigianale, al contrario di quello industriale, si può dialogare, perché l’esperienza degustativa cambia a seconda degli abbinamenti, nel bicchiere e perfino nel piatto”. Per capire e apprezzare i gin toscani artigianali, Rosmarino organizza degustazioni verticali in collaborazione con il ristorante Bistrot1986 di Riparbella (PI). Si tratta di serate su prenotazione e a numero chiuso, pensate per guidare gli ospiti in un percorso di scoperta di note botaniche, speziate e agrumate in perfetto dialogo con i sapori del mare. Un viaggio sensoriale che prevede quattro gin locali in abbinamento a piatti selezionati a base di pesce, firmati dallo chef Simone Turbini.

L’aperitivo alchemico di Rosmarino

Roberta è anche conosciuta come “strega del gin”: “In un certo senso i cocktail sono pozioni magiche”, scherza. Organizza eventi speciali chiamati “aperitivi alchemici” durante i quali coinvolge le persone in una “lettura del momento emozionale” attraverso antiche Carte medicina dei nativi americani, un mazzo simbolico ispirato alle tradizioni spirituali dei popoli indigeni del Nord America, usato per la riflessione personale, la guida interiore e la connessione con la natura e gli spiriti. “Attraverso le carte entro in relazione con la persona che ho davanti – racconta – e scelgo gin, spezie, erbe ed infusi su misura per lei”. Nascono così cocktail personalizzati, più legati all’esperienza e al racconto che a regole codificate della mixology tradizionale. In un panorama sempre più affollato e in continua espansione, il progetto Rosmarino si propone quindi come bussola per orientarsi nel mondo del gin artigianale toscano. Più che un semplice drink truck, è un modo itinerante di raccontare questo universo, mettendo al centro le storie oltre ai distillati: piccole produzioni, botaniche identitarie e relazioni dirette.

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Silvia Casagrande
Silvia Casagrande
Nata a Verona, si laurea in Comunicazione e giornalismo a Siena e collabora con l'Unità. Dopo varie vite tra Firenze, Bologna e Granada, dal 2024 torna ad occuparsi di giornalismo enogastronomico collaborando con Cibo Today e Il Forchettiere. Non ha mai smesso di interessarsi al cibo, soprattutto quando racconta l'identità di un territorio e la sua evoluzione in ottica multiculturale. È appassionata di cucina vegetale e sostenibile.

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