giovedì 22 Ottobre 2026
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Pegasus, debutta in Italia la vodka “stellare” al gusto… meteorite

La distilleria biologica di Meursault esordisce in Italia con Velier. Dalla Divina Commedia ai cocktail d’autore, il fil rouge è celeste: fino ad arrivare a una vodka affinata con un meteorite autentico. Perché anche gli spirits, a volte, puntano alle stelle.

A Firenze, quando si parla di stelle, il pensiero corre inevitabilmente a Dante. Ma se il Sommo Poeta le usava per chiudere le sue tre cantiche, c’è chi ha pensato di portarle direttamente nel bicchiere. Si tratta di Pegasus, che ha provato a farlo passando per la Borgogna e facendo una deviazione piuttosto insolita: un meteorite autentico, caduto negli anni Settanta nel Nebraska e acquistato da una distilleria francese. Non una metafora da carta dei cocktail, ma l’ingrediente al centro della storia di Shooting Star, l’espressione più sperimentale della vodka francese che ha scelto proprio Firenze per il suo debutto ufficiale in Italia.

Distribuita da Velier, tra i principali operatori italiani nel mondo degli spirits premium, Pegasus nasce a Meursault, territorio borgognone celebre per i suoi grandi vini bianchi, e porta nel bicchiere una filosofia produttiva che intreccia agricoltura biologica, ricerca tecnologica e attenzione alle materie prime. Il lancio italiano ha preso forma attraverso una giornata che ha unito letteratura, distillazione e mixology, con un programma capace di collegare la città di Dante a un universo decisamente meno terrestre. Il filo conduttore? Le stelle, naturalmente. Anche se, in questo caso, per raggiungerle non è bastato alzare lo sguardo: è servito un passaggio in distilleria.

La giornata è cominciata nel quartiere di Santa Croce con la Dante Experience guidata dall’attore Sebastiano Spada, un percorso dedicato alla presenza degli astri nella Divina Commedia. Un tema tutt’altro che secondario, visto che tutte e tre le cantiche si chiudono proprio con la parola «stelle»: dall’E quindi uscimmo a riveder le stelle dell’Inferno fino all’Amor che move il sole e l’altre stelle del Paradiso. Un assist letterario perfetto per Pegasus, che nel nome richiama il cavallo alato della mitologia greca e nel proprio immaginario guarda decisamente oltre l’orizzonte terrestre. Del resto, se Dante ha trovato nelle stelle il punto d’arrivo del suo viaggio ultraterreno, la distilleria francese ha deciso di spingersi ancora un po’ più in là. Non fino al Paradiso, forse, ma almeno fino a un meteorite.

È infatti Shooting Star, la referenza ultra-premium in edizione limitata della gamma, a trasformare il richiamo astronomico in qualcosa di più concreto. Qui il protagonista non è soltanto il nome evocativo: nel processo di affinamento viene utilizzato un autentico meteorite, che contribuisce a costruire l’identità di un prodotto pensato per portare la vodka fuori dai sentieri più convenzionali.

La storia comincia comunque con i piedi ben piantati a terra, e precisamente nel terroir di Meursault. La base di Shooting Star è Pegasus Vodka, ottenuta da grano francese certificato biologico proveniente da una filiera locale e sottoposto a tre lente distillazioni in reflux. Il distillato viene poi ridotto gradualmente, a temperatura controllata, con acqua di sorgente naturale proveniente da circa 150 metri di profondità sotto la distilleria. Fin qui, siamo nel territorio della ricerca sulla purezza e sulla qualità delle materie prime. Poi, però, la traiettoria cambia. La vodka riposa per almeno un anno in un’anfora di terracotta italiana, dove il lento scambio con l’ossigeno contribuisce a sviluppare rotondità e complessità. Al centro dell’anfora viene sospeso un meteorite autentico, appartenente alla famiglia delle condriti, la cui presenza introduce il tema della componente minerale.

Qui il video della vodka “Shooting star”

Grano biologico, acqua di sorgente, terracotta e materiale extraterrestre: una combinazione che sembra uscita da un laboratorio alchemico, ma che rappresenta la cifra distintiva di Shooting Star. Resta naturalmente da scoprire quanto di questo viaggio cosmico si ritrovi nel bicchiere, ma una cosa è certa: non capita tutti i giorni di poter raccontare una vodka partendo da una scheggia di spazio. E se il nome promette una stella cadente, almeno il racconto ha già raggiunto la stratosfera.

Dopo aver attraversato i cieli della letteratura, la presentazione si è spostata a quelli, decisamente più accessibili, dell’Empireo Rooftop Bar dell’Hotel Plaza Lucchesi. Qui, sotto la direzione del bar manager Enrico Cascella, è andata in scena una masterclass condotta da Maxime Girardin, fondatore nel 2021 di Pegasus Distillerie. L’incontro ha approfondito la filosofia produttiva del marchio, le materie prime e le tecniche impiegate per ottenere le diverse espressioni della gamma. Spazio anche alle possibilità della vodka nella cocktail culture contemporanea, grazie alla partecipazione di Dimitri Moizo, bar manager dell’Étangs de Corot di Parigi, chiamato a interpretare Pegasus in miscelazione. «L’Italia è uno dei mercati più importanti al mondo per la cocktail culture e l’ospitalità di alto livello – racconta Girardin – e rappresenta quindi un mercato strategico per Pegasus. La collaborazione con Velier ci permette di entrare in contatto con una scena estremamente dinamica e con i professionisti che stanno definendo il futuro della mixology».

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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