Lo scorso luglio aveva lasciato la cucina di Gucci Osteria da Massimo Bottura nelle mani del marito Takahiko Kondo – che ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente – e adesso la chef messicana Karime Lopez cambia vita e continente, accettando il timone del ristorante fine dining Xaak all’interno del Xcaret Arte Hotel in Messico. Si tratta di un locale che nel Paese centroamericano detta la linea non solo per la qualità della sua cucina, ma per il modo in cui è riuscita a trasformare l’atto del mangiare in un’esperienza culturale, emotiva e profondamente messicana.

È in questo scenario che Xcaret è riuscito a portare a casa il primo chef messicano ad ottenere una stella Michelin, Karime López, per farle prendere il comando di uno dei suoi ristoranti più rappresentativi. Una scelta anticipata da Vogue Mexico, che ha un significato chiaro: “La cucina contemporanea – scrive la rivista – è scritta partendo dalla sensibilità, dalla tecnica e da una voce femminile che ne comprende l’origine come punto di partenza. La sua incorporazione non è né casuale né simbolica, è una decisione che riflette il momento che sta vivendo la gastronomia nazionale e l’impegno a Xcaret Arte Hotel con una visione impegnata nel talento che trasforma, interroga e propone”. Non a caso, sotto l’ombrello di Xcaret si trovano 35 ristoranti che vivono in Hotel Xcaret Messico, Hotel Xcaret Arte e La Casa de la Playa. Sotto questo ombrello coesistono 23 chef, sommelier e pasticceri famosi riconosciuti a livello internazionale che compongono il Collettivo gastronomico Xcaret, creando una narrazione solida, diversificata e coerente in cui ogni proposta aggiunge identità e carattere. Qui cucinare non è un complemento al viaggio: è la destinazione stessa.

Un terreno di coluta ideale per una chef come Karime Lopez: la sua formazione in Spagna, Giappone e Perù si traduce in uno sguardo ampio e preciso, dove la disciplina giapponese convive con l’eleganza europea e una radice messicana che si riflette in ogni creazione. E Xaak trova in Karime l’interprete perfetto per la tua essenza: ispirato alla riviera Maya, il ristorante propone una cucina messicana contemporanea di origine, dove la tecnica viaggia ma il prodotto rimane. Cacao, pinoli rosa, mais autoctono, miele di melipona, pesca sostenibile e agrumi ancestrali diventano l’asse creativo di una proposta che celebra la biodiversità del Paese da una prospettiva attuale e sensibile.

