Nuovo capitolo per il Risiko degli chef stellati: oggi Andrea Mattei - per undici anni alla corte di Salvatore Madonna presso il ristorante La Magnolia...
Al Pitti Uomo di gennaio 2015 abbiamo assaggiato la cucina di Roberto Cerea, chef del ristorante "Da Vittorio" a Brusaporto. Un consiglio: se passate...
A Firenze il 22 gennaio è stato consegnato l'ambito riconoscimento Birraio dell'anno, che premia il miglior produttore di birra dell'anno passato: si tratta di Simone...
Dieci baristi, provenienti da diversi Paesi stanno per volare in Honduras dal 1 al 10 febbraio per affrontare la seconda edizione del talent show dedicato al...
Nella Toscana del Sangiovese, del Canaiolo, dell’Aleatico e del Colorino, ecco il vitigno che non ti aspetti: lo spagnolo Tempranillo, coltivato dall’azienda della famiglia Beconcini,...
Sbarca anche a Firenze - così come in altre 12 città europee - il Refugee Food Festival: dal 26 al 30 giugno 2017 previste serate a tema in cui rifugiati etiopi, togolesi, afghani e pakistani con qualche esperienza culinaria affiancheranno per un giorno gli chef di 4 ristoranti cittadini. Gran finale con lo stellato Marco Stabile
Umberto Montano conferma il suo azzeccatissimo format: ai Gigli aprono i Banchi del Mercato Centrale, che attingono a piene mani dalle realtà fiorentina e romana: dai tartufi Savini al Trapizzino di Stefano Calligari fino ai ravioli cinesi di Agie Zhou, ecco tutti i nostri preferiti (per ora)
Doppio appuntamento con lo street food nella gastro-movida dell'estate fiorentina: da un lato il primo festival del cibo di strada da Eataly Firenze, dall'altro il debutto del "cuoppo" napoletano alla Buonerìa
Alla Chef's Cup quest'anno hanno gareggiato Breda e Noda, rispettivamente maestro e allievo negli anni che hanno portato il giapponese ad elaborare una cucina nippo-romana. Dal loro incontro ai fornelli nasce un dualismo cromatico tra rosso e nero all'insegna delle ispirazioni fashion
Troviamo su Facebook la foto-denuncia (tra il serio e il faceto) che mostra un'ombrina di Orbetello dall'aspetto non propriamente invitante. Ma la vera sorpresa è quando sull'etichetta leggiamo che l'animale sarebbe stato.... "allevato a tranci". Ohibò.