Un team rosa per un brunch “territoriale”: a Firenze la Ménagère inaugura un nuovo format del brunch domenicale in cui la mano dello chef Nicholas Duonnolo viene arricchita dalla creatività degli elementi femminili della sua brigata. Ogni settimana Sara Halili, Itxaso Zarraga De Diego, Alice Angelico, Doha Arrouch, Elisa Nannucci ed Elena Rosati contribuiscono – attingendo di volta in volta al proprio know how personale o al retaggio culturale – ad allestire una proposta che a Firenze conta pochi uguali, nella fascia alta “accessibile”.

E così – giusto per fare un paio di esempi – dietro l’insalata di pesto con patate e fagiolini c’è l’esperienza della cuoca ligure, mentre dietro hummus di ceci e babaganoush ci sono i suggerimenti della cuoca di origini mediorientali. Ognuna delle “ragazze” (il termine non è usato per sminuirle, è che queste professioniste sono anche molto giovani) di Nicholas Duonnolo ci mette del suo per declinare materie prime d’eccellenza, coniugando creatività, innovazione e ricerca a una base ben salda nella tradizione del brunch all’italiana.

Niente caffè e variazioni sul tema delle uova, nella storica sede di via Ginori: il percorso del brunch domenicale alla Ménagère si presenta come un mosaico di profumi e colori. C’è la tavolata con lievitati salati, quiche, cornetti, sfoglie, verdure marinate, mignon e monoporzioni che si combinano con le stagioni. Un secondo spazio – quello solitamente usato come chef’s table – è invece lasciato alla degustazione di formaggi (freschi, stagionati ed erborinati) e salumi (prosciutti cotti e crudi, bresaola, coppa, finocchiona e così via), nonché a una selezione di insalate e piatti freddi.

Il terzo step del brunch della Ménagère porta direttamente in cucina, dove al passo si trova sia una selezione di piatti caldi della tradizione – dalla lasagna vegetariana nel tegamino di rame agli gnocchi cacio e pepe arrosto, dalle polpette al pomodoro alla torta di mele e altri classici – sia una tavolata dedicata ai dessert, con un buffet che spazia dai macarons assortiti ai mignon, dalle torte classiche (Sacher, caprese, pera e cioccolato) fino ai maritozzi e alle tartine alla frutta.

Repetita iuvant: nel panorama dei brunch fiorentini, probabilmente la nuova formula della Ménagère rappresenta uno dei migliori compromessi tra qualità delle materie prime, varietà dell’offerta e prezzo (55 euro, con un drink di benvenuto incluso). Particolare di non poco conto, il servizio curato e la bellezza di una location che ormai è stabilmente nelle classifiche dei locali più iconici della città, grazie al suo approccio multifunzionale (ristorante, cocktail bar, flower shop, selezione di libri e oggettistica raffinata) voluto dalla famiglia Manfredi e condivisa dall’architetto Claudio Nardi, che ne ha curato il restyling.

