Secondo l’esperta Chiara Manzi vanno riscoperti pizza, fritti e cioccolato, prelibatezze di cui ci siamo privati per anni e che non sono nostri nemici

Per anni dietisti e nutrizionisti li hanno snobbati, se non addirittura inseriti nella lista nera dei cibi da non concedersi all’interno di diete e regimi alimentari virtuosi. Eppure alcuni di quelli che spesso vengono considerati poco salutari, non solo non fanno male ma – inseriti nel modo corretto nella nostra alimentazione – possono essere fidati alleati del nostro benessere e della forma fisica, anche dopo gli eccessi delle feste.

“Fermo restando che ognuno di noi dovrebbe adottare una dieta varia e bilanciata pensata in base alle proprie esigenze – spiega la dottoressa Chiara Manzi, nutrizionista e docente universitaria, massima esperta in Europa di Culinary Nutrition e autrice del volume Cucina Evolution (ed. Art Joins Nutrition) – credo sia arrivato il momento di assolvere quei cibi o quelle cotture che da tempo sono accusati ingiustamente”. Pensiamo alle lunghe cotture: sfatiamo il mito secondo il quale i cibi crudi siano più salutari. Se ciò è vero per alcuni alimenti che rischiano di perdere parte dei nutrienti durante la cottura, non vale per altri. Alcuni alimenti come le carote, infatti, consumati da crudi risultano essere meno nutrienti (a crudo assumiamo appena il 5% dei carotenoidi).

Se la Dieta Mediterranea, che non esclude alcun alimento o macrocategoria, è considerata il miglior regime alimentare, inclusa dal 2010 nella lista UNESCO dei Patrimoni Immateriali dell’Umanità, con la Culinary Nutrition abbiamo una sorta di evoluzione di questo tipo di alimentazione. Recenti studi dimostrano come, abbinando un certo modo gli ingredienti e seguendo determinate procedure per la cottura, possiamo mangiare tutto ciò che amiamo, senza privarci di nulla, compreso pizza, fritti e cioccolato”. Ecco allora i 5 cibi o cotture che pensavamo facessero male:

1. Pasta e pizza, anche con farina raffinata

I carboidrati vengono spesso demonizzati, soprattutto quelli a base di farina raffinata. Sebbene in effetti siano da preferire i prodotti integrali, più ricchi di fibre, dobbiamo ammettere che spesso il gusto viene compromesso. Pensate a un soffice dolce, che risulterebbe meno lievitato, o ad un piatto di carbonara, non è certo la stessa cosa! La soluzione, dunque, è quella di aggiungere inulina a catena lunga, una fibra solubile non digeribile che potenzia la microflora e non altera il sapore. Il piatto risulterà ricco di fibre, gustoso e con un minor impatto glicemico.

2. Uova, assolte in pieno dal “reato di colesterolo”

A sfatare il falso mito che facciano ingrassare e aumentino il colesterolo, ci hanno pensato diversi ricercatori, in particolare, un gruppo dell’Università di Sidney, ha appurato che, anche mangiando fino a 12 uova alla settimana, non si verifichino aumenti né di peso, né di colesterolo. Senza arrivare a queste quantità, le uova presentano proteine di alto valore biologico e importanti micronutrienti come la vitamina A, la B12, acido folico (importante in gravidanza), ferro, calcio, fosforo e potassio. Infine, il tuorlo è ricco di lecitine, che riducono l’assorbimento intestinale del colesterolo

3. Cioccolato, un peccato di gola che ci si può concedere

Il cioccolato viene spesso utilizzato per premiarsi di qualcosa, o per tirarsi su, pensando che vada consumato solo raramente per evitare di ingrassare o pensando che possa far male. Al contrario, il cioccolato fondente al 70% o più, è ricco di flavonoidi, in grado di regolare la microcircolazione sanguigna e linfatica, favorire la protezione dei piccoli vasi venosi, proteggere il fegato e rinforzare il sistema immunitario. A patto di non assumerlo insieme ai latticini perché la caseina impedisce l’assorbimento intestinale dei flavonoidi. In questi grigi pomeriggi invernali, dunque, non neghiamoci una tazza di cioccolata calda, magari sostituendo il latte con acqua, o concediamoci della gustosa crema spalmabile alle nocciole, scegliendo quelle povere di zuccheri e grassi e arricchite con inulina.

4. Fritto, buono e salutare (se fatto così)

Tutte le diete vietano la frittura, nonostante sia un metodo di cottura che conserva benissimo molte vitamine e che se fatta nel modo giusto può contenere meno grassi di un’insalatona. Seguendo questi accorgimenti 100 g di frittura infarinata con farina di riso assorbirà circa 4 g di olio: l’olio deve essere abbondante (1L ogni 100g di prodotto) e ad una temperatura costante di 170°C; prima di friggere l’alimento, mettetelo a raffreddare in freezer, assorbirà la metà del grasso; il fritto andrà scolato bene e poi tamponato tre volte in carta assorbente; infine, evitare la formazione di sostanze dannose come l’acrilammide, sostanza cancerogena che si forma quando le impanature passano da dorate a marroncine.

5. Curcuma e pepe nero, le spezie che riducono il girovita

Tra i cibi salutari questa coppia vincente ha il potere di ridurre il girovita. La curcumina vanta molte proprietà positive, abbassa il colesterolo, inibisce la formazione di cellule grasse, aiuta l’umore, ma il suo assorbimento intestinale è molto basso se non viene accostata alla piperina del pepe nero, che stimola i villi intestinali e ne aumenta l’assimilazione fino a duemila volte. Dunque, aggiungiamola alla panatura della cotoletta (albume, curcuma e pepe nero) e alla marmellata.

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