Quarant’anni non sono un traguardo qualunque, soprattutto quando parliamo della scuola di arte culinaria più longeva d’Italia ancora in attività. Il Cordon Bleu di Firenze spegne le sue prime 40 candeline, e lo fa con l’eleganza e la sostanza che da sempre caratterizzano il Dna delle sue fondatrici, Cristina Blasi e Gabriella Mari: non un semplice luogo di formazione, quindi, bensì un presidio culturale dove la tecnica dialoga con la sensibilità, e dove ogni piatto diventa un racconto.

Nella storia e nell’economia del Cordon Bleu, Cristina e Gabriella hanno il peso di due colonne portanti: la prima vulcanica, creativa, pasticciera dalla mano felice e dal senso estetico impeccabile; l’altra – sanfredianina doc – custode della tradizione, delle carni, delle paste e dei pani che profumano di casa, territorio e memoria. Si incontrano in un corso, nel 1983, e da quel momento non si lasciano più: attraversano rivoluzioni gastronomiche, boom televisivi, nuove tecniche e nuovi linguaggi, senza mai perdere di vista l’essenziale, ossia la cucina come atto umano prima che tecnico.

È questo l’approccio che insegnano ai loro studenti, italiani e internazionali, che passano nelle aule e nelle cucine del Palazzo Ximènes Panciatichi, quartier generale fiorentino della scuola. E se il piano terra è quello in cui si sviluppa l’attività quotidiana, tra lezioni teoriche e pratiche, al primo piano si è tenuta invece la festa per i 40 anni del Cordon Bleu. Una soirée che si è dipanata tra lo spettacolo di una Gaia Nanni in grande spolvero nel portare in scena un racconto cucito su misura, ironico, emozionante, profondamente fiorentino, un momento conviviale firmato Santabarbara Desco & Cucina, e la presentazione del libro Sogni e Soufflé – Storie di vita e di cucina in 40 anni di Cordon Bleu”, firmato dalle fondatrici e illustrato da Umberto Fizialetti (Tassinari Editore), un volume narrativo e biografico tra ricette, aneddoti, ricordi, cadute e risalite, metamorfosi del mondo gastronomico.

Non solo un libro di cucina, insomma. Ma la storia di due vite intrecciate e del loro sogno condiviso, cresciuto anno dopo anno come una brioche ben fatta. Già, perché da 4 decenni a questa parte il Cordon Bleu è un organismo vivo, una piccola cittadella del gusto che non smette mai di evolversi. Qui non si imparano soltanto ricette: si impara a sentire gli ingredienti. A toccarli, annusarli, capirli. A farli diventare migliori. Una cucina senza fronzoli inutili: «Molto arrosto e poco fumo», come amano dire Cristina e Gabriella, che negli anni hanno portato la loro didattica negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Africa. Dopo quarant’anni, le due titolari non hanno smesso di meravigliarsi davanti a una cipolla tagliata bene o alla doratura perfetta di un pane che esce dal forno. È forse questo il loro segreto: continuare a vivere la cucina non come routine, ma come un atto di amore quotidiano.

