I tratti ricordano un po’ Taylor Swift, ma più che per le due doti canore Cristina Mercuri viene apprezzata per il palato e la conoscenza nel mondo del vino. Già, perché l’imprenditrice toscana – pisana, per la precisione – è stata proclamata Master of Wine (MW), diventando la prima donna italiana a conseguire uno dei titoli più prestigiosi, rigorosi e selettivi nel panorama enologico internazionale. Si tratta di un riconoscimento che attesta non solo un’elevatissima competenza tecnica e una solida preparazione accademica, ma anche spiccate capacità di leadership e una profonda conoscenza del settore vitivinicolo a livello globale

Nata e cresciuta in Toscana e residente a Milano da quasi vent’anni, Cristina è Founder e CEO di Mercuri Wine Club, una società di consulenza strategica e academy di formazione dedicata al mondo del vino. Attraverso questa realtà affianca aziende e professionisti nello sviluppo del posizionamento di mercato, della comunicazione e della cultura del vino, con un approccio che integra in modo sinergico canali tradizionali e strumenti digitali.

Prima di intraprendere il percorso nel settore enologico, Cristina ha costruito una carriera come avvocata presso importanti studi legali internazionali, occupandosi in particolare di operazioni di fusione e acquisizione e di diritto della proprietà intellettuale. Nel 2015 ha scelto di avviare un cambiamento professionale significativo, trasferendo nel mondo del vino il rigore analitico, il metodo strutturato e la disciplina sviluppati durante l’esperienza legale. In meno di dieci anni è riuscita a costruire un profilo autorevole e riconosciuto nel settore, fino al conseguimento del titolo di Master of Wine.

Il percorso per ottenere la qualifica MW è noto per la sua complessità e richiede anni di studio intensivo, grande determinazione e una forte resilienza personale. Cristina ha superato lo Stage 2 nel 2022, riuscendoci dopo soli due tentativi, per poi completare con successo lo Stage 3 e ottenere la proclamazione definitiva. Come lei stessa ha dichiarato: «È stato un percorso durissimo, fatto di studio quotidiano e senza scorciatoie. Mi ha insegnato metodo, umiltà e una dedizione totale al lavoro».

A coronamento del percorso, Cristina ha presentato una tesi finale dal titolo Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922–1942). La ricerca applica strumenti di semiotica visiva all’analisi delle copertine illustrate di Enotria, la prima rivista italiana specializzata sul vino, mettendo in luce come la rappresentazione femminile sia stata utilizzata in chiave propagandistica nel periodo analizzato.

Lo studio propone inoltre una riflessione di grande attualità sul linguaggio della comunicazione enologica contemporanea, invitando il settore ad andare oltre la semplice promozione del prodotto e a interrogarsi su simboli, stereotipi e modelli culturali che influenzano la narrazione del vino, con particolare attenzione al ruolo e alla rappresentazione delle donne all’interno del comparto.

Tra le iniziative a impatto sociale, la Mercuri Wine Club promuove programmi di borse di studio e percorsi formativi dedicati a giovani professionisti e donne, con l’obiettivo di rendere il settore più inclusivo e meritocratico. «Perché il vino italiano non è solo da raccontare – spiega – è da far vivere, con parole nuove e con uno sguardo finalmente libero».

