Sette come numero simbolico, certo, ma anche come soglia: quella che Ditta Artigianale supera con l’apertura del suo settimo locale fiorentino. Dopo via de’ Neri, via dello Sprone, piazza Ferrucci, Sant’Ambrogio e così via, adesso al progetto fondato da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer nel 2014 tocca cimentarsi con la zona di via Solferino, inaugurando una nuova fase della propria storia. Non un semplice “altro indirizzo”, bensì un vero cambio di passo – estetico, urbano e concettuale – per un brand che da oltre un decennio spinge Firenze (con pazienza, lungimiranza e una buona dose di testardaggine, va ammesso) verso una cultura del caffè contemporanea.

Stavolta niente boiserie, atmosfere rétro né richiami alla Firenze da cartolina. Il nuovo Ditta Artigianale sceglie infatti linee pulite, acciaio, materiali industriali e un’impronta metropolitana dichiarata. Uno spazio pensato per una generazione di coffee lover sempre in movimento, più attenta all’esperienza che al rituale, più curiosa che nostalgica. “Questo settimo locale – spiega Francesco Sanapo, pioniere del caffè di qualità in Italia – è una dichiarazione di intenti. Vogliamo continuare a spingere Firenze verso un’idea di hospitality moderna, internazionale e coraggiosa. La nostra identità è fiorentina, ma la visione è globale: innoviamo la tradizione senza tradirla”. E in effetti, dietro il minimalismo apparente, il progetto è tutt’altro che freddo. L’acciaio diventa elemento strutturale ed estetico, la pavimentazione gialla richiama il colore iconico del brand, mentre il grande bancone a livello unico e aperto verso il pubblico trasforma la preparazione del caffè in un gesto visibile, quasi performativo.

Non è casuale nemmeno la posizione, in cui nasce il settimo punto vendita di Ditta Artigianale. Via Solferino è infatti una zona residenziale elegante, ma negli ultimi anni impoverita dal punto di vista commerciale e al centro di polemiche per alcune scelte infrastrutturali e architettoniche (il celebre “cubo nero”, la sommità dell’edificio che ospita la caffetteria). “Aprire qui è stata una sfida – conferma Patrick Hoffer – perché abbiamo voluto riaccendere una luce nel quartiere (gialla, ovviamente) per i residenti ma anche per la città. Un piccolo gesto di rigenerazione urbana, economica e sociale”.

Su 130 metri quadri e circa 50 posti a sedere, la proposta resta quella che ha reso celebre Ditta Artigianale: miscele per espresso come Mamma Mia e Jump, caffè monorigine in estrazione espresso secondo il concetto di Espresso Italiano Moderno, ma anche metodi filtro come V60 e Aeropress e signature drink come il Coffeemisù e il nuovo Dubai Choc Cafè, ispirato al trend internazionale del Dubai Chocolate. Analoga attenzione è riservata alla pasticceria, con la parte food che accompagna la giornata dalla colazione all’aperitivo: cinnamon buns, croissant, brunch e business lunch e vendita di pane fresco realizzato internamente con lievito madre e grani selezionati. Un servizio pensato più per il quartiere che per l’effetto Instagram.

La nuova Ditta Artigianale di via Solferino si aggiunge così alle sei sedi fiorentine e a quella milanese in Corso Magenta – che nel 2026 vedrà almeno altre due aperture nel capoluogo lombardo – ma soprattutto aggiunge un tassello a un’idea diversa di città: meno museale e più viva, meno cartolina e più laboratorio.

