Nella ristorazione, la qualità del cibo e del servizio sono fondamentali. Ma il cuore di ogni locale sono le persone che lo animano. Con questa premessa nasce Apertissimo, progetto innovativo e necessario che punta a creare spazi di lavoro autenticamente inclusivi, liberi da discriminazioni e aperti alla diversità. L’iniziativa portata avanti da Tuorlo Magazine ed Espressy, non è solo un simbolo – il badge che i ristoranti possono esporre per mostrare il loro impegno – ma un movimento che invita tutto il settore a riflettere e agire.
Abbiamo intervistato uno dei creatori del progetto – Lorenzo Mattiello, content strategist di Tuorlo – per capire come intendono trasformare l’hospitality italiana e promuovere un cambiamento culturale in un’industria troppo spesso ancora legata a vecchi pregiudizi. Scopriamo insieme cosa significa essere davvero “apertissimi”, quali sono le sfide e le opportunità che si incontrano in questo cammino verso il futuro. Tra sfide, pregiudizi e progetti per il futuro.

Come nasce Apertissimo e qual è stata l’ispirazione che ha portato a questo progetto?
Il progetto nasce in un momento di brain storming fatto da Tuorlo in vista del Pride del 2023. Avevamo intenzione di fare qualcosa, ma volevamo evitare di appiccicarci semplicemente un arcobaleno addosso. Per questo volevamo creare qualcosa di realmente utile, capace di offrire un valore tangibile. Un’ispirazione importante è arrivata leggendo le parole di chef Viviana Varese, che in un’intervista raccontava le sue iniziative per promuovere l’inclusività. Sai il tema ciclicamente torna alla ribalta, soprattutto nel mondo della ristorazione.
Si parla molto di situazioni con i dipendenti legate al sessismo, al machismo, all’omotransafobia; fondamentalmente degli squilibri di potere che influenzano i rapporti. Le grandi catene, con una propria policy ben definita, stanno lottando per eliminare questo problema. Ma i piccoli ristoranti, che magari vogliono provarci e non hanno gli stessi strumenti? Sempre in occasione del pride, parlando con vari ristoratori, ci siamo resi conto che alcuni ristoratori erano pronti ad abbracciare questa sfida, che si riconoscevano con questi valori. E allora perché non creare una rete fra queste aziende? Perché non strutturare qualcosa che potesse unirli in questo cambiamento?
Quali sono le sfide che avete incontrato nel promuovere l’inclusività nel settore della ristorazione?
Fare questa sorta di coming out è una scelta molto forte, politicamente parlando, e non ti nego che molti si sono spaventati; sai il conflitto allontana le vendite ma quello che proponiamo noi è l’esatto opposto di un conflitto. Le critiche che ci sono state mosse più spesso sono principalmente due.
La prima, quasi concepibile, è il fatto di quanto sia triste che di questa cosa debba occuparsene Tuorlo Magazine. La seconda, più articolata, riguarda principalmente quelli che hanno deciso di non aderire per evitare di creare un precedente. Mi spiego meglio, se io oggi dico di aderire ad Apertissimo vuol dire che per me non è sempre stato scontato essere contro la discriminazione? Concepibile certo, però non possiamo ignorare il fatto che non sia affatto scontato essere apertissimi nel mondo reale. Le recenti aggressioni che nessuno vuole affrontare come un problema serio lo dimostrano. Il vero rischio, quando si trattano questi temi, è di non arrivare mai al dunque con i soliti giri di parole.
Quali criteri devono soddisfare i locali per ottenere il badge “APERTISSIMO”?
Il criterio è la scelta stessa di partecipare a questa dichiarazione d’intenti. È il locale a dichiararsi APERTISSIMO, dicendo quindi di non discriminare – ad esempio in fase di assunzione – a prescindere dal genere, dal sesso e dall’orientamento. Significa anche dichiarare che il locale non tollera le aggressioni ed è disposto ad affrontarle. L’intenzione è quella di creare una community di persone, che non ha paura a manifestare le proprio idee. Chi si iscrive riceve un manuale di primissimo approccio all’inclusione scritto insieme ad Espressy, inteso come strumento di consapevolezza.
Come misurate l’impatto di “APERTISSIMO” sul miglioramento dell’inclusività nel settore?
L’idea fondamentale era quella di creare principalmente massa critica, e poi creare opportunità. Attenziono anche che APERTISSIMO ha un sito web, con la lista delle attività aderenti, divisa per regione e che, nel caso avessero bisogno, possono caricare la loro offerta di lavoro in bacheca. Questo vuol dire che, se io faccio parte di un gruppo marginalizzato e ho bisogno di lavorare, io su quel sito trovo persone che condividono con me dei valori.
Ovviamente non riusciamo a certificare che quel ristorante x o quel bar y siano dei paradisi in terra, ma quanto meno hanno la voglia di mettersi in gioco. Qualora poi si verificassero delle situazioni spiacevoli Espressy ha dato disponibilità ad occuparsene mettendosi in contatto con il locale in questione.
Avete in programma collaborazioni con altre organizzazioni per ampliare la portata dell’iniziativa?
Noi ci impegniamo, anche attraverso i nostri social, a parlarne spesso; non solo nel mese del pride. Sui progetti futuri sicuramente posso dirti che stiamo lavorando, sempre insieme ad Espressy, per poter offrire delle sessioni di formazione a chi aderisce. Ovviamente stiamo provando a renderlo sostenibile, e ci stiamo impegnando affinché questo possa avvenire il prima possibile. Infondo l’obiettivo principale è sempre stato quello di creare discussione, e stiamo provando ad allargarla sempre di più.
I ristoratori toscani aderenti ad Apertissimo
L’Oste Trattoria Italiana (Via di Capalle 28/b, Calenzano)
Capolinaro (Corso Carducci 16, Grosseto)
The Stellar (Piazza di Cestello, 10, Firenze)
Opificio Lievità (Piazza San Marco, 39, Prato)
Stella Marina Ristorante (Via Costa, 9, San Vincenzo – LI)
Podere Arduino (Località Magazzino, 210, Castagneto Carducci – LI)
La Locanda di Anita (Piazza Balestrieri, 6, Cetona – SI)
Malindi (Via della colonia, 2, Marina di Castagneto Carducci – LI)
Chiosco ai Renai (Via Vallone, 36, Castelfiorentino – FI)
Il Grande Prato (Via di Renai, 11, Castelfiorentino – FI)