Enrico Marmo, lo chef che ha portato la stella Michelin al ristorante Balzi Rossi di Ventimiglia, è ormai da tempo al centro di un insolito alone di mistero. Dopo aver scelto di lasciare il locale ligure che lo ha visto protagonista per anni, negli ambienti della ristorazione è forte la curiosità su quale sarà la sua prossima destinazione gastronomica.

Tanto il pubblico quanto la critica si interrogano su dove appenderà il grembiule il giovane cuoco originario di Canelli, in provincia di Asti: una scelta stilistica ma anche strategica, che Marmo sembra però accogliere con piacere mentre si gode l’Italia in giro per manifestazioni, collaborazioni ed eventi.
In un periodo in cui molti chef procedono con annunci eclatanti e piani editoriali definiti, Marmo percorre una traiettoria meno lineare e più istintiva. È proprio questa apparente incertezza sul suo futuro professionale che alimenta discussioni e aspettative, trasformando il suo nome in un simbolo di libertà creativa.

Proprio in questo spirito di scoperta e movimento lo chef torna a essere protagonista per l’apertura del calendario di Gusto Montagna venerdì 16 gennaio. L’Osteria Le Stalle di Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, ospiterà Marmo per la prima cena della nona edizione di un evento che ha segnato una pagina importante nella ristorazione d’alta quota. Dopo la sua partecipazione nel 2024, lo chef tornerà a calcare le cucine dell’Osteria Le Stalle per proporre una cena che si annuncia unica nel suo genere.
Il menu della serata sarà una dichiarazione chiara della cifra gastronomica di Marmo: una cucina istintiva ed essenziale, che trova nel dialogo tra materie prime vegetali e ingredienti di mare il suo centro pulsante. La sua capacità di esaltare i sapori attraverso scelte semplici ma rigorose è ciò che più colpisce critici e appassionati, e che lo ha reso una delle figure più interessanti della nuova generazione di chef italiani.
“Gusto Montagna è stata per me una bellissima vetrina e sono felice di poter nuovamente partecipare a questo appuntamento. Aprire il palinsesto di quest’anno, che vedrà protagonisti stimati colleghi, sarà un onore”, ha dichiarato Marmo in vista dell’evento. Il riferimento all’intenso rapporto con la titolare dell’Osteria Le Stalle, Adelasia, sottolinea come rapporti professionali e umani costituiscano per lo chef un terreno fertile per esprimere la sua idea di cucina. “Con Adelasia si è creato un bellissimo rapporto due anni fa, consolidato in occasione di una cena che mi ha visto protagonista a Torino. Sono contento di poter tornare nella sua ‘casa’ per raccontare la mia idea di cucina a chi non ha avuto ancora l’occasione di scoprirla”.

L’appuntamento di Prato Nevoso non sarà l’unica tappa imminente del suo viaggio gastronomico. Il 18 gennaio, a partire dalle 11, Marmo sarà ospite in Toscana per un’altra occasione speciale. Sarà infatti presente alla degustazione organizzata dal Frantoio di Sant’Agata D’Oneglia presso la rinata Antica Corsetteria di Arezzo. Questo spazio, situato nel cuore storico della città toscana in via Cavour, non è un locale qualunque, ma un luogo carico di memoria e fascino che, dopo oltre un secolo dalla sua fondazione come bottega di abbigliamento, si è trasformato in un punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Originariamente nato nel 1911 come atelier di busti e corsetti di pregio, l’Antica Corsetteria ha attraversato il tempo come una presenza identitaria per la comunità aretina, e ora riapre declinando la stessa attenzione alla qualità e alla cura in selezioni gastronomiche d’eccellenza e prodotti pensati per essere portati sulle tavole di casa o vissuti negli incontri che il locale propone.

È così che, tra cene d’autore e collaborazioni selezionate, Enrico Marmo sembra delineare un percorso professionale che rifugge definizioni statiche. Invece di annunciare con anticipo grandi aperture o partnership, preferisce che siano i fatti a parlare: piatti serviti, relazioni instaurate, esperienze condivise con un pubblico sempre più attento e curioso. In attesa di scoprire dove ricomincerà ad indossare stabilmente il suo doppio petto bianco, resta vivo l’interesse per ogni sua nuova apparizione, ogni piatto, ogni dialogo con gli ingredienti e con i luoghi. Il mistero, in fondo, è parte stessa dell’attrazione che circonda questo giovane chef in continuo movimento.

