È un ultimo colpo di coda, quello del 2025, che sul fronte della ristorazione segna movimenti importanti nel panorama della ristorazione fiorentina: niente chiusure eccellenti, stavolta, ma tante nuove (ri)aperture. Eccole:
Harry’s Bar trova una nuova casa

A due anni dalla chiusura degli storici locali sul lungarno Vespucci di Firenze, Harry’s Bar riapre in una nuova location, non lontana dalla sede “provvisoria” all’interno del SINA Villa Medici: lo storico brand – tra i primi american bar aperti a Firenze, e nel corso degli anni frequentato da intellettuali, artisti e star di Hollywood – resta lungo via Il Prato, proprio a fianco dell’hotel, da cui sono state prese in affitto alcune sale al piano terra in grado di ospitare per ora 24 coperti (che diventeranno 40 a pieno regime). L’inaugurazione è prevista giovedì 11 dicembre, l’apertura ufficiale dal giorno dopo, e i lavori sono pressoché ultimati: il mood resterà invariato, anzi tornerà a essere più simile a quello degli anni sul lungarno Vespucci: dal bancone del bar, alle boiserie, fino al salottino e le applique in vetro di Murano, molti pezzi sono quelli originali del primo locale, aperto in via del Parione nel 1953 da Raffaello Sabatini ed Enrico Mariotti, che per il bar scelsero un nome suggerito dall’amico Giuseppe Cipriani (fondatore dell’Harry’s Bar di Venezia). Identico anche il colore scelto per le pareti, il cipria rosato scelto da Mariotti negli anni ’50. Invariati anche lo storico menù – dai tagliolini gratinati al pollo al curry – e la forza lavoro, dagli chef al direttore, dal barman agli addetti alla sala.
Giotto fa tris e a gennaio apre in via Orsini

Marco Manzi fa tris e dopo le pizzerie di via Veracini (2016) e via Panzani (2022) apre una nuova sede per Giotto: a gennaio il pizzaiolo ischitano, classe 1990, con un passato da pasticcere e una propensione alle commistioni col fine dining, aprirà il suo terzo locale a Firenze sud, in via Orsini. «Con questa apertura riusciremo finalmente a coprire tutta la città di Firenze, offrendo la stessa qualità e la stessa esperienza in tre punti strategici» spiega Manzi, ricordando che «il locale è stato rilevato da un ischitano come me, che lo ha gestito per 13 anni (La Piperna, ndr). Dare continuità a quel luogo, portando la nostra identità, per me ha un grande valore umano oltre che professionale». Invariata l’offerta, che spazia dagli antipasti ai dessert, e che vede la pizza protagonista grazie a impasti di grande leggerezza, elaborati con materie prime di qualità.
Sant’Ambrogio, da C.Bio ad Altrocanto

Nel quartiere di Sant’Ambrogio – negli spazi che un tempo ospitarono il C.Bio creato da Fabio Picchi, e che da qualche anno erano usciti dalla sua galassia – nasce Altrocanto, un progetto che reinterpreta l’eredità gastronomica fiorentina con una cucina domestica, semplice e radicata nella memoria, che diventa punto di partenza per un format nuovo, pensato per accompagnare la città dall’alba al tramonto e restituire alla convivialità un ruolo quotidiano, diurno e condiviso. Il progetto vuole superare la divisione canonica tra bar, ristorante e gastronomia: le ricette storiche toscane – dalla parmigiana di melanzane alla lasagna della domenica, dal paté di fegatini alle polpette di vitello e ricotta – restano fedeli alla loro identità, ma trovano spazio in un contesto vibrante. Inaugurazione sabato 13 dicembre, dalle ore 11 alle 22.
Borgo Pignano Florence, Cavallini torna in città

La proprietà di Borgo Pignano – storica tenuta tra Volterra e San Gimignano – apre Borgo Pignano Florence sulla collina di Montughi, una delle aree residenziali più tranquille della città, dove un’antica villa è stata sottoposta a un restauro integrale che ha preservato gli elementi architettonici originari: i colonnati scolpiti, le volte, la grande scalinata in pietra che introduce al corpo principale. Attorno, un parco di cinque ettari disegna un margine verde inatteso, fatto di alberi secolari, vialetti e terrazze che guardano Firenze dall’alto. Il ristorante principale, Essenza, è affidato a Stefano Cavallini – primo chef italiano a conquistare una stella Michelin all’estero – mentre Cedrus, aperto nella bella stagione, occuperà una porzione del giardino, configurandosi come spazio più conviviale e informalmente elegante.
Via Cavour, apre Palazzo Morrocchi col barman Simone Corsini
Altro tassello importante in arrivo è Palazzo Morrocchi. L’edificio in via Cavour, legato alla storia dei Macchiaioli e da tempo frammentato in destinazioni diverse, è stato ricomposto in un unico hotel a cinque stelle gestito dalla Stanley Collection. Con le sue 41 camere, di cui 10 suite, affreschi restaurati, spazi comuni ripensati e un’offerta di ristorazione che punta a servire tanto gli ospiti quanto la città. La parte bar sarà affidata a un barman d’eccezione, Simone Corsini, già al Principe di Piemonte (Viareggio).
Via San Gallo, il gruppo Capella porta due ristoranti
Il gruppo Capella Hotels & Resorts prepara il suo ingresso europeo proprio a Firenze, con un progetto che trasforma un vasto complesso storico tra via San Gallo e l’area di San Lorenzo in una nuova destinazione urbana di alta gamma. L’offerta gastronomica dovrebbe prevedere due ristoranti distinti – uno dedicato alla cucina toscana contemporanea e uno concepito come omakase giapponese – affiancati da un rooftop bar e da uno speakeasy wine-vault ricavato nelle preesistenze sotterranee.
Altre novità in giro per la città (e non solo)
Tra le altre aperture, il korean BBQ Han a Novoli, nel quartiere di San Donato. Novanta coperti e buona volontà, per carità, ma la distanza con il korean BBQ già presente nel centro di Firenze – Hallasan – è oggettivamente alta. A Siena infine ritorna Romualdo Rizzuti.

