martedì 27 Ottobre 2026
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Ciccia da ammirare e gustare: debutta a Firenze il Museo della bistecca

A Firenze ha appena aperto i battenti in via Lamberti, davanti a Orsanmichele, il Museo della Bistecca: con oltre 100 coperti, il ristorante è stato costruito con un’ispirazione da galleria d’arte

Nella città della bistecca e dei musei, prima o poi doveva succedere. E adesso il museo della bistecca è realtà: da pochi giorni è operativo a Firenze in via Lamberti, proprio accanto alla chiesa di Orsanmichele, nel cuore del centro storico. Non a caso, il Museo della Bistecca poteva nascere soltanto nel luogo in cui si concentrano sia la maggior densità di musei per chilometro quadrato in Italia sia il più ampio numero di locali vocati alla bistecca alla fiorentina. E così, a sparigliare le carte in una città che conta diversi ristoranti pluripremiati, arriva adesso il Museo della Bistecca.

Museo della Bistecca

Ad aver pensato di unire in un unico luogo le due principali leve turistiche cittadine è l’agenzia campana Molaro Graphic, progetto poi sposato da un gruppo di imprenditori già titolare di altri apprezzati ristoranti in città. E rispetto ai numerosi locali che periodicamente aprono in città, talvolta scimmiottando la concorrenza, stavolta la sensazione è che l’asticella sia stata alzata: quello in via Lamberti è sì un ristorante, ma con alcuni elementi che lo avvicinano concettualmente ad un vero e proprio museo, al punto di definirsi uno steak museum.

Museo della Bistecca

La carne è il soggetto principale, proprio come accade a un quadro all’interno di un museo. E se nelle gallerie d’arte si usano allestimenti che garantiscono che l’opera sia al centro dell’attenzione, allo stesso modo l’architettura del Museo della Bistecca prevede un ambiente essenziale come base per esaltare l’esperienza gastronomica.

Museo della Bistecca

L’ampia sala del ristorante è caratterizzata da una serie di cornici che richiamano quelle dei musei, al cui interno sono presenti caricature in chiave bovina di alcune delle più celebri opere d’arte del Rinascimento. In altre parole, un costante “passo doppio” tra cultura e gastronomia, tra arte e cucina, tra quadri e carne.

Museo della Bistecca

Ma il Museo della Bistecca è pur sempre un ristorante, ed ecco ciò che fiorentini e turisti possono trovare, scegliendo tra 15 diverse razze e tipologie di carne: per gli stomaci più temerari esistono tre “experience” composte da altrettanti piatti e dedicate rispettivamente alla Chianina, al tomahawk e alla Sashi finlandese, mentre sul fronte della bistecca tout court la scelta spazia dalla Prussiana all’Angus irlandese, dalla Frisona danese fino alla Simmenthal e alla Rubia Gallega, senza dimenticare la tagliata di Wagyu di provenienza Australia, UK e Giappone.

Museo della Bistecca

E non è tutto: un macellaio – quasi un maitre della carne – è presente in una postazione ad hoc, fondamentale per raccontare la storia e le caratteristiche del prodotto, conferendogli così un valore aggiunto che va al di là dell’esperienza sensoriale della degustazione.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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