sabato 24 Ottobre 2026
HomeNewsL'eredità di Gaetano...

L’eredità di Gaetano Trovato: ecco il “nuovo” Arnolfo a Colle Val d’Elsa

A 40 anni dalla fondazione, Arnolfo – il ristorante due stelle Michelin di Colle Val d’Elsa dello chef patron Gaetano Trovato – inaugura la nuova sede: “Un luogo dedicato all’alta cucina e alle generazioni future”

Se ne parlava da mesi, e finalmente il nuovo Arnolfo è una realtà: il ristorante fondato 40 anni fa dai fratelli Gaetano e Giovanni Trovato a Colle di Val d’Elsa – ad oggi una vera e propria destinazione nel cuore della Toscana per appassionati dell’arte culinaria e cultori del bien vivre internazionale – cambia sede e si sposta dal centro storico del borgo toscano alla collina di fronte, da dove si può godere di una vista unica sull’intera cittadina medievale, paese natìo dallo scultore e architetto Arnolfo di Cambio.

chef gaetano trovato

“Questa nuova sede è dedicata alle future generazioni, si tratta di un progetto che raccoglie in sé l’essenza di un intero viaggio, un’esperienza di vita e lavoro – spiega lo chef Gaetano Trovato – segnata dall’entusiasmo e la creatività di chi è abituato a guardare sempre oltre il presente. Un luogo innovativo nei contenuti tecnologici ma anche nel pensiero che ne ha suggerito la realizzazione, ovvero la volontà di rappresentare a pieno il legame imprescindibile tra l’alta ristorazione, gli uomini e l’ambiente”. Il rapporto tra lo chef, la sua brigata e i fornitori è sempre stato un focus nell’esperienza di Arnolfo, lo testimoniano generazioni di cuochi che si sono formati nelle cucine della famiglia Trovato e a cui piace definirsi “arnolfini” (da Filippo Saporito a Matteo Lorenzini fino a Simone Cipriani).

ristorante arnolfo chef gaetano trovato

Il nuovo progetto manifesta, nella sua forma architettonica, il dialogo tra cucina, sala e ospite suggerendo, già ad un primo sguardo, gli elementi fondanti di uno spazio frutto della piena sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale.  Dialogo che The Frame (questo il nome scelto dallo studio di architettura Milani per la progettazione del nuovo Arnolfo) continua attraverso le linee, i materiali e gli spazi come una finestra sensoriale aperta sul territorio e al contempo rivolta all’interno verso gli ospiti e le esigenze delle persone che vi lavorano.

Il design segue questo tema, anzi lo raddoppia con due cornici, una con vista sul borgo e la campagna circostante, l’altra che si apre alle cucine e di conseguenza al lavoro dell’uomo. Due anfiteatri rivolti alla natura umana e a quella di un territorio, oltre che verso la storia dell’alta cucina italiana. Mille metri quadrati di superficie divisa in due sale, una con 8 tavoli e l’altra, divisa dalla prima con opere d’arte mobili con 6 tavoli, per un totale di 40 posti come gli anni della carriera dello Chef.  Una cantina dal design contemporaneo in grado di accogliere 6.000 etichette con un’area dedicata ad eventi privati a cui si giunge attraverso una scala affacciata sulla libreria di ottone e ferro. Vino e ospitalità contenuti dell’eredità professionale e umana di Giovanni Trovato in qualità di sommelier e maitre de maison di Arnolfo che da sempre ha accompagnato l’esperienza di vita e di lavoro dello chef Gaetano.

chef gaetano trovato

“Il progetto unisce cromie e materiali del territorio come un menù ereditato dal passato ma interpretato in chiave contemporanea, un po’ come la cucina di Gaetano Trovato” afferma l’architetto Milani, scelto dalla famiglia Trovato per la progettazione del nuovo ristorante. All’interno sono stati usati metalli bruniti e lucidati, terre di Siena abbinate a travertini e marmi locali. La grande cornice che inquadra il paesaggio storico di Colle Val d’Elsa è stata realizzata da un artigiano locale in acciaio specchiato. La cucina, fulcro dell’attività di Gaetano Trovato, è stata sviluppata con soluzioni estetiche e funzionali uniche per il panorama italiano. “In questo spazio più ampio, avremo la possibilità di poter esprimere al meglio tutti i contenuti del nostro progetto di ristorazione e di vita.

piatto chef gaetano trovato

Due i menù da scoprire: “Ottantadue\Ventidue”, per celebrare i 40 anni e “Impressionismo Vegetale”, il percorso vegetariano che caratterizza il lavoro dello chef ormai da 15 anni. “La filosofia di Arnolfo non cambia, ma si colora di nuove sfumature” conclude Alice Trovato, figlia di Gaetano e manager del ristorante Arnolfo, in qualità di rappresentante del futuro più prossimo di questa importante realtà italiana dell’alta cucina e dell’ospitalità d’autore.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

La Guida Michelin avrebbe utilizzato l'intelligenza artificiale per scrivere le recensioni di alcuni ristoranti di Dallas, negli Stati Uniti. A sostenerlo è un'inchiesta pubblicata...

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...