Piccole rivoluzioni sui banconi fiorentini: a Gunè arriva la giovane Eleonora Romolini, allieva di Luca Picchi, e il ristorante di San Frediano riparte (anche) dall’aperitivo

Tempo di ripartenza, tempo di novità: tornando a riaprire dopo mesi di stop, sarebbe paradossale aspettarsi di trovare le situazioni nei ristoranti e nei bar come le abbiamo lasciate. D’altronde si sa, cambiare fa bene, porta i locali a rimettersi in gioco ed a scoprire di più sulla propria identità, scollegandosi magari da chi per un periodo ne è stato l’alfiere.

Quando le luci si sono riaccese ad illuminare le iconiche pareti azzurre di Gunè, il ristorante fine dining di Borgo San Frediano, qualcosa all’interno era cambiato: se infatti si è parlato molto della partenza di Veronica Costantino, dietro il bancone dall’apertura ad oggi, che ha deciso di lanciarsi sul progetto di Largo9, la domanda su chi l’avrebbe sostituita era rimasta ancora senza risposta, anche se al contempo rimbalzava incessantemente sulla bocca degli addetti ai lavori tanto quanto dei clienti fissi. Il Bar infatti da Gunè non è semplice accessorio, è parte integrante dell’offerta gastronomica, puntando a essere sia protagonista dell’aperitivo tanto quanto inaspettato compagno della cena, in un concetto di pairing sempre preso molto sul serio.

eleonora romolini gunè

Finalmente dunque abbiamo la risposta: la nuova anima del bancone di Gunè è Eleonora Romolini. Che nel ristorante dedicato alla femminilità la scelta potesse ricadere su una donna non deve sorprenderci, ma il nome in oggetto è senza dubbio uno di quelli da tenere d’occhio. Eleonora infatti si trova per la prima volta a gestire un bar importante in solitaria, ma la cosa pare non spaventarla minimamente. Nonostante la giovane età (appena 27) infatti, ha molta esperienza alle spalle, e soprattutto la formazione ricevuta da un grande maestro della mixology cittadina come Luca Picchi, con cui ha lungamente lavorato da Gilli

eleonora romolini gunè

La sua firma stilistica infatti si può già percepire in alcuni dei cocktail originali creati e proposti nel locale, come ad esempio il “Basil Instinct”, ispirato da uno degli audaci quadri a tema femminile del locale, a base di Gin, liquore al mandarino, lime e basilico, estremamente adatto per la stagione estiva, oppure per il nuovo signature dedicato al locale e non a caso chiamato Gunè a base di Gin, gelsomino, crema di violetta, yuzu, sciroppo alle rose e chiuso con un top di prosecco e guarnito esternamente con polvere di mirtillo disidratato

Ma a far capire che Eleonora è entrata nel mood della cucina lucano-toscana del ristorante ci pensa il suo Amy (ispirato alla cantante Amy Winehouse) in cui alla  tequila cotta a bassa temperatura viene aggiunto niente meno che peperone crusco e peperoncino, ingredienti tipicamente del Sud e ricorrenti anche nella cucina dello chef Mirko Margheri.

Parlando dello chef, pare che i mesi di chiusura non siano stati per lui tempo perso, anzi. Dopo aver passato del tempo in Basilicata a studiare pare esser tornato in città particolarmente ispirato, proponendo un concetto fusion interregionale ancora più spinto. Alcuni dei piatti del nuovo menù (come il formidabile tortellino alle due salsicce, o il peperone crusco ripieno di baccalà) sono anche parte dello sfizioso aperitivo proposta al tavolo, a dimostrazione del rapporto sinergico tra cucina e bar che ha sempre contraddistinto il locale, e che ora dimostra ancora di più di avere una propria anima forte a prescindere dai personaggi presenti, e soprattutto di avere dei clienti affezionati pronti a ripartire con lui ed a scoprirne tutte le novità.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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