Cambia il nome – addio La Loggia, benvenuto Antesi – rimane lo chef, il campano Alessandro Cozzolino: inaugura martedì 28 aprile la rinnovata proposta fine dining del Belmond Villa San Michele (tecnicamente Villa San Michele, A Belmond Hotel, Florence) all’interno dello storico loggiato del XVI secolo dell’ex convento rinascimentale. Con otto tavoli affacciati su una vista panoramica che si apre su Firenze, la cucina di Alessandro Cozzolino diventa un racconto in cui natura, memoria e territorio dialogano in perfetta armonia. Il nome deriva dal greco “anthesis”, “fioritura”: indica il momento esatto in cui un fiore si apre alla luce, raggiungendo la sua massima espressione vitale. In cucina questo concetto diventa una dichiarazione d’intenti: ogni piatto viene servito nell’istante preciso in cui ingredienti, tecnica e intuizione trovano il loro equilibrio perfetto.

Alla guida del progetto gastronomico resta Alessandro Cozzolino che, nel pieno della sua maturità professionale, porta ad Antesi una cucina fondata su memoria, territorio ed equilibrio vegetale, dove il tempo diventa un ingrediente invisibile. La sua filosofia si esprime attraverso una cucina di ascolto, capace di rispettare il ritmo naturale della materia prima e valorizzarne l’identità. «Antesi rappresenta un nuovo capitolo di ristorazione per Villa San Michele dopo un percorso di evoluzione durato 18 mesi. È un concetto gastronomico – spiega lo chef – che nasce dall’ascolto del tempo e della natura: c’è un momento in cui ogni ingrediente raggiunge la sua massima espressione. Il nostro lavoro è riconoscerlo e rispettarlo, dando vita a una cucina essenziale, che non comanda ma ascolta, e che possa accompagnare l’ospite in un’esperienza che diventa un ricordo».

Il percorso gastronomico si sviluppa attraverso tre menù degustazione che raccontano tre dimensioni del tempo: Attesa, dedicato alle origini e alle contaminazioni culturali dello chef; Ora, che interpreta il presente attraverso il dialogo con il territorio; Traccia, che rappresenta la ricerca di un equilibrio vegetale essenziale e persistente nella memoria sensoriale. Il legame con la Toscana emerge nella scelta delle materie prime, selezionate attraverso relazioni dirette con agricoltori, allevatori e artigiani locali. Tra i piatti della proposta gastronomica spiccano Gambero nudo, pomodoro, aceto di sidro e levistico, tratto dal menù Attesa, e Fave di San Gimignano in escabeche, lumachine di semola, nepitella e peperoncino dolce, piatto vegetariano che rende omaggio alla natura del territorio. Il menù è stagionale e varia nel corso della stagione, seguendo la freschezza degli ingredienti e i ritmi della terra.

Accanto ai menù degustazione è disponibile anche una formula più flessibile che consente di scegliere due piatti e un dessert tra le proposte dello Chef. La carta dei vini comprende oltre 750 etichette, con una selezione che valorizza le grandi cantine toscane e italiane affiancate da referenze internazionali. L’esperienza si vive sotto le antiche volte a crociera del loggiato di Villa San Michele, in un’atmosfera raccolta e intima, mentre lo sguardo si apre sulla Firenze rinascimentale immersa nella luce del tramonto.

