Nuova vita per la Belguardo Osteria, nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, affacciata sui lungarni: al termine di un restyling che ha rinnovato l’assetto, il locale di proprietà della famiglia Mazzei – che nel corso degli anni si è chiamato Nove, Beccofino o Lungarno Bistrot, come ricorderanno gli habitué – mantiene la vocazione alla cucina ma le affianca una proposta più aperta a diversi momenti della giornata, dal pranzo del weekend all’aperitivo al tramonto fino alla cena con vista su Palazzo Corsini.

Debutta il cocktail bar, affidato alla veterana Alessia Di Bartolomeo, ma soprattutto si aggiorna lo stile: ai fornelli lo chef messicano Luis Corces (già presente come sous chef) propone un viaggio nei sapori della Maremma, terra cara alla proprietà.

«Belguardo racconta la Toscana, con uno sguardo alla Maremma – spiega Lapo Mazzei, responsabile del locale – attraverso una cucina sincera, diretta e territoriale». Niente fine dining, insomma, ma piatti meno complessi e più riconoscibili e rassicuranti: sul menù della nuova Belguardo Osteria non mancano taglieri di formaggi e salumi, gli agretti con uova e bottarga, le tagliatelle alla buttera (nella foto in alto) e la salvia fritta, altra chicca particolarmente cara alla famiglia Mazzei. Al centro del progetto, quindi, rimane forte l’anima ed il carattere dell’osteria.

Sul fronte della cantina, invece, in carta si alternano etichette firmate Marchesi Mazzei, dalle tenute di Castello di Fonterutoli nel Chianti Classico, Belguardo nella Maremma Toscana, Zisola in Sicilia, ad una selezione di vini italiani e internazionali, accanto a cocktail classici e creativi. Nel fine settimana, Belguardo Osteria apre anche alla proposta per il pranzo, accogliendo ospiti e locali per un momento più rilassato sul lungarno.

Il restyling architettonico ha restituito a Belguardo Osteria la sua vocazione di luogo intimo e conviviale, in dialogo continuo tra interno ed esterno. Le tonalità chiare delle pareti e degli arredi che rendono gli ambienti più luminosi e accoglienti dialogano con elementi decorativi che richiamano la vita maremmana – immagini e suggestioni legate ai butteri – creando un racconto visivo coerente con la proposta gastronomica. Se all’interno piante, essenze e centrotavola sono curati e sostituiti periodicamente, all’esterno il dehor si apre sul Lungarno come una naturale estensione dell’osteria, invitando a vivere Firenze all’aperto, sospesi tra città e fiume.

