domenica 13 Settembre 2026
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Dal seme alla tavola: in Sicilia ecco “SEMinCANTA”, prima filiera della canapa

In Sicilia nasce “SEMinCANTA”, la prima organizzazione di filiera della canapa, che vuole sviluppare linee guida da seguire dalla coltivazione fino alla trasformazione del seme per scopi alimentari e industriali

In Sicilia è nata la prima organizzazione di filiera della canapa (Cannabis sativa). Si tratta di “SEMinCANTA”, acronimo che sta per “dal SEMe di CANapa alla TAvola”, un innovativo progetto di filiera che mira a sviluppare delle linee guida da seguire dalla coltivazione di questo seme fino alla sua gestione e alla sua trasformazione per scopi alimentari e industriali.

Un’organizzazione di filiera oggi appare d’altronde fondamentale per la diffusione della canapa nel contesto siciliano e, in particolare, nell’area GAL KALAT (progetto di cooperazione finanziato dal GAL Kalat Scarl con risorse FEASR-PSR Sicilia 2014/2020-Sottomisura 19.2-PAL Calatino 2020-Azione SI.4) al fine di inserire nei sistemi colturali erbacei una coltura miglioratrice e multifunzionale, favorendo al contempo la diversificazione aziendale attraverso la creazione di nuove piccole imprese in un’ottica di agricoltura ecosostenibile, nonché incoraggiando la ristrutturazione delle aziende agricole con problemi strutturali considerevoli.

Il primo passo, questo, di un lungo percorso che punta a strutturare le corrette pratiche agronomiche migliorando la gestione e la trasformazione del seme di canapa, con un focus sulla vita utile dei prodotti (shelf life) e sul controllo del livello del THC nei semilavorati che possa garantire una maggiore sicurezza alle aziende della filiera e un più facile inserimento commerciale garantito dalla standardizzazione delle linee produttive. “SEMinCANTA” rappresenta una gran bella svolta a livello locale e non solo, visto che fino a ora, almeno in Sicilia, non si poteva parlare di filiere produttive della canapa, ma soltanto di singole nicchie produttive non in grado di garantire standard produttivi costanti per poter accedere alle numerose richieste del mercato.

Il soggetto detentore dell’innovazione è la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia che, in collaborazione con il CREA-CI di Acireale, andrà a collaudare l’innovazione proposta. L’azienda agricola Sammartino gestirà la corretta evoluzione in campo del collaudo della ricerca, supportata a livello tecnico scientifico degli enti di ricerca, mentre il Molino Crisafulli, capofila del progetto, coadiuvato dai professori Laura Piazza e Salvatore Ciappellano dell’Università Statale di Milano UNIMI, si occuperà del miglioramento delle condizioni di stoccaggio e della trasformazione del seme in olio, farina e altri derivati da impiegare come ingredienti in cibi e prodotti funzionali realizzati con materie prime del luogo (grani antichi, legumi, ecc.).

Il progetto partirà da un confronto delle cultivar di canapa industriale: alla varietà “testimone” Futura 75, la più conosciuta e coltivata finora in Sicilia, saranno affiancate circa sette diverse varietà con lo scopo di individuare eventuali adattabilità al contesto pedo-climatico dell’areale del Calatino Sud Simeto che possano garantire miglioramenti in termini di resa e qualità della granella, favorendo al tempo stesso la fertilità del suolo grazie a metodi di coltivazione ecosostenibili. I vantaggi derivanti dalla coltivazione della canapa nella rotazione colturale sono infatti numerosi: oltre a rendere più fertile il terreno, questa contribuisce nel controllo delle infestanti preparando così il terreno alle coltivazioni cerealicole e ortive, prestandosi per giunta anche a coltivazioni in asciutto.

Il progetto proseguirà in ambito agroalimentare validando ogni singolo processo di stoccaggio e trasformazione del seme (sia decorticato sia integro), valutando le differenti caratteristiche dei semilavorati ottenuti, a partire dalle loro notevoli proprietà organolettiche. Infine, saranno monitorati i contenuti dei cannabinoidi THC e CBD negli alimenti (di cui si garantiranno valori al di sotto dei limiti normativi). Il lavoro di ricerca affiancherà quindi i processi di trasformazione e stoccaggio, analizzando ogni step del processo e suggerendo le operazioni più efficaci affinché si riescano ad ottenere parametri qualitativi nutrizionali coerenti con le indicazioni nutrizionali e i dettami delle industrie di successiva trasformazione.

“Col primo lavoro di campagna, cioè con la semina, diamo ufficialmente il via al progetto – spiega Giuseppe Sammartino, legale rappresentante del Molino Crisafulli-. Stiamo seminando cinque ettari in estensivo con la Futura 75 (la varietà testimone), oltre alla Codimono (una varietà italiana) e alla Monoica (ungherese) per valutare l’adattamento di questi semi al clima siciliano. Inoltre, un ettaro e mezzo sarà coltivato presso la Stazione di Granicoltura di Caltagirone. Stiamo impiegando solo varietà certificate: partiamo dal seme e lo trasformiamo in oli, farine e paste, ottimizzando le rese e la qualità. La coltivazione e trasformazione del fiore esulano dal nostro progetto. Alla fine – conclude Giuseppe Sammartino – i risultati che otterremo saranno divulgati e messi a disposizione di tutti. Elaboreremo delle linee guida che consentiranno di ottimizzare le tecniche agronomiche e migliorare il prodotto finale ed i prodotti intermedi per fini industriali. Si dovrà, in ultima analisi, andare a studiare l’utilizzo dei residui delle lavorazioni”.

 

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